«La presenza della Xylella in Calabria è un segnale che non può essere sottovalutato. La risposta deve essere immediata, rigorosa e coordinata. È importante che la Regione Calabria si sia attivata tempestivamente, mettendo in campo tutte le misure necessarie per circoscrivere il focolaio e impedirne la diffusione». Lo dichiara Elisabetta Santoianni, presidente della VI Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Calabria, in riferimento al focolaio individuato nel territorio di Taurianova.


«Voglio sottolineare il lavoro che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, insieme alle strutture regionali e al Servizio fitosanitario, ha avviato sin dalle prime evidenze, attivando il tavolo di crisi e le procedure previste. In situazioni come questa, la rapidità di intervento è determinante», osserva Santoianni.

«L’esperienza drammatica vissuta dalla Puglia ci consegna una lezione precisa: la Xylella va affrontata con monitoraggi capillari, controlli rigorosi, competenza scientifica e piena collaborazione con il mondo agricolo. Non servono allarmismi, ma neppure esitazioni».


«L’olivicoltura è uno dei pilastri dell’agricoltura calabrese e rappresenta molto più di un comparto produttivo. È economia, paesaggio, presidio delle aree rurali, tradizione e identità. Difendere gli olivi significa quindi difendere migliaia di aziende e interi territori», sottolinea.

«È fondamentale che in questa fase Regione, enti locali, organizzazioni agricole, tecnici e produttori lavorino nella stessa direzione. Agli agricoltori devono arrivare informazioni chiare, assistenza e indicazioni puntuali, perché proprio la loro collaborazione sarà essenziale nell’attività di sorveglianza e prevenzione», prosegue.

«Come presidente della Commissione Agricoltura seguirò costantemente l’evoluzione della situazione, mantenendo aperto il confronto con l’assessore Gallo, le strutture competenti e le rappresentanze del settore. La Calabria deve giocare d’anticipo. Abbiamo gli strumenti, le competenze e soprattutto la consapevolezza di ciò che è accaduto altrove. Ora l’obiettivo è fermare il focolaio prima che possa trasformarsi in un’emergenza e proteggere uno dei patrimoni agricoli più importanti della nostra regione», conclude.