Quando il moralismo di Anna Falcone non le ha impedito di diventare portaborse di Cesareo

La brillante avvocata cosentina da sempre strenua alleata di de Magistris, al tavolo del centrosinistra per conto di Calabria Aperta è impegnata più che mai a rilasciare passaporti di moralità. Tuttavia qualche peccatuccio se l’è concesso anche lei..

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di Pablo .
18 gennaio 2021
18:24
Luigi de Magistris e Anna Falcone
Luigi de Magistris e Anna Falcone

Lei si chiama Anna Falcone, è una brillante avvocata cosentina con un passato socialista. Ha conosciuto la ribalta grazie a Luigi de Magistris, ai tempi in cui l'attuale sindaco di Napoli faceva il Pm a Catanzaro. L’avvocato Falcone, infatti, è stato sempre uno strenuo difensore del primo cittadino partenopeo standogli accanto in tutte le battaglie. Una circostanza più unica che rara, considerato l'antropologica idiosincrasia dei socialisti a sposare culture giustizialiste. Anna Falcone, invece, è stata sempre vicina e solidale a de Magistris. Una vicinanza che ha mantenuto anche nei momenti più difficili, quando sostenere l’azione di de Magistris non era proprio popolare.

Gli anni in cui il primo cittadino di Napoli era Pm a Catanzaro, infatti, si rese promotore di alcune colossali inchieste, la più nota Why Not, produsse un terremoto sia nel mondo politico che giudiziario. Al punto che determininò una crisi di governo, la caduta di Prodi e le dimissioni di un ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E ancora, il più grande scontro giudiziario tra due Procure quella di Salerno con quella di Catanzaro che produsse il trasferimento del Pg della Corte d'appello di Cz e dello stesso Pm De Magistris e il suo relativo abbandono dell'ordine giudiziario. Bisogna tuttavia registrare che quelle stesse inchieste vennero fatte a pezzi in tutti i gradi di dibattimento e nessuno degli imputati fu mai condannato per le contestazioni mosse dall’ex Pm.


Altri eclatanti scandali, da cui sono scaturite altre inchieste che hanno riguardato l’utilizzo delle intercettazioni di massa che coinvolsero anche Gioacchino Genchi. Insomma una stagione complicata quella vissuta dal magistrato napoletano in Calabria fatta di luci e ombre. Luigi de Magistris si è sempre dichiarato vittima di un sistema che lo avrebbe fatto fuori. E tuttavia quella stagione giudiziaria gli ha spalancato le porte dapprima al Parlamento europeo e poi come sindaco di Napoli.

Anna Falcone anche nel corso dell’impegno amministrativo dell’ex Pm catanzarese, è stata tra i professionisti di cui si avvalso, gratificandola con diversi incarichi professionali e istituzionali all'ombra del Vesuvio. In questi anni l'avvocata cosentina sembrava avesse definitivamente abbandonato la scena politica calabrese. E invece no. Da qualche tempo, infatti, è ricomparsa al tavolo del centrosinistra convocato dal Pd per tentare di varare un’alleanza tra partiti e associazioni e movimenti civici. A quel tavolo, è intervenuta come parte della delegazione di Calabria Aperta, il movimento di cui è leader Nicola Fiorita, il professore che tentò di assaltare il fortino di Sergio Abramo a Catanzaro.

Il suo nome è venuto fuori anche come possibile candidato a governatore, o come vice in un eventuale ticket tra il Pd e una candidatura di profilo civico. È Fernando Pignataro autorevole dirigente di Si, ex parlamentare e segretario regionale della Cgil a lanciarla sul tavolo, definendola "risorsa e un'opportunità per la Calabria”.  C’è di più, la giurista cosentina fa sapere a Pd e company che non accetterebbe mai una posizione subalterna. Ergo, contraria verso qualsiasi ticket che comprenda il Pd, secondo l’avvocata, infatti, i democrat non avrebbero fatto pulizia tra le proprie file. Ovvero, i democrat non sarebbero moralmente all’altezza.

Insomma, Anna Falcone, che ai tempi delle crociate demagistrissiane catanzaresi, si distinse per il ruolo della fustigatrice del malcostume dei partiti politici calabresi, in particolare verso i dirigenti dei Ds poi Pd, pare che abbia ripreso la sua crociata moralizzatrice, al punto da mettere in imbarazzo lo stesso Fiorita, il quale più che condividere sembra subire il suo eccessivo protagonismo.

L’obiettivo tattico della Falcone è venuto fuori non appena il rullo dei tamburi ha annunciato l’interesse di Luigi de Magistris a una candidatura a presidente della Regione Calabria. L’avvocata, infatti, è partita all’assalto di tutto il possibile da assaltare nella galassia dei mille partitini e associazioni della sinistra calabrese nel tentativo di preparare il terreno all’amico di sempre.

Insomma il manifesto dei moralisti firmato Anna Falcone ha ripreso il suo tam tam. Solo che come sosteneva Roberto Gervaso “molti moralisti non sono che peccatori senza occasioni”. E Anna Falcone nel suo passato qualche peccatuccio lo conserva anch’essa, niente di particolarmente importante, ma abbastanza per ridimensionare il pulpito dal quale dispensa prediche agli altri. Nel suo passato c’è un nome: Vincenzo Cesareo. Avete letto bene, si tratta del direttore sanitario investito dalla tempesta giudiziaria sollevata dalla procura di Paola qualche giorno fa. Una storiaccia che è costata al medico di Cetraro l’interdizione dalla funzione.

Nel passato del dott. Cesareo c’è una parentesi politica. Una candidatura alle regionali con Forza Italia con relativa elezione al Consiglio regionale. Appena eletto il dottor Cesareo, ha provveduto alla nomina del suo capostruttura, versione edulcorata di portaborse, nel suo caso "una" portaborse: l’avv. Anna Falcone. Era il 16 giugno 2005, da lì a qualche mese iniziò la crociata di Gigino contro il "sistema". Anna Falcone seppur nata socialista, sembra però aver dimenticato una vecchia massima del compagno Pietro Nenni: “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura”.

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