Regionali, Tansi candidato presidente potrebbe essere il collante per unire M5s, Pd e civismo

Dalle parti di Socialisti e Italia Viva questa possibilità comincia a essere più di una ipotesi. Autorevoli fonti guardano al movimentismo tansiano come l’opportunità di unire e federare la composita galassia dei protagonisti di questo centrosinistra contaminato dal fermento civico (ASCOLTA L'AUDIO)

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20 dicembre 2020
14:18
Carlo Tansi
Carlo Tansi

Tansi sta sfiancando il tentativo di mettere in campo un'alleanza che comprenda Pd, sinistra, M5s fino al civismo. Dopo 48 ore dai comunicati del Movimento 5 stelle e del Partito democratico che davano per certa la partecipazione dei movimenti dell'ex direttore della Protezione civile regionale al tavolo della nascente coalizione, ecco arrivare una nuova doccia fredda: Tansi apre al centrodestra senza la Lega. Tattica? Mancanza di una visione? Oppure, il geologo del Cnr, è semplicemente ostaggio dell'ala più radicale del movimento che ha creato?

Le strategie in vista delle regionali

In queste ore, sono questi gli interrogativi che attraversano le varie anime del centrosinistra calabrese. Eppure, qualcuno, comincia ad accarezzare l'ipotesi che il movimentismo tansiano potrebbe rappresentare addirittura una opportunità per unire e federare la composita galassia dei protagonisti di questo centrosinistra allargato e contaminato dal fermento civico. Dalle parti dei Socialisti e di Italia Viva, questa possibilità potrebbe cominciare ad essere più di una ipotesi, almeno secondo fonti molto autorevoli.


Come è possibile che la dinamica possa evolvere verso questa scelta, nonostante l’atteggiamento cosi schizofrenico da parte di Tansi al tavolo della coalizione civica e progressista? Per una regione semplicissima: “È la politica bellezza e tu non puoi farci niente”, se vogliamo mutuare la famosa citazione sulla stampa tratta dal film L'ultima minaccia del 1952 diretto da Richard Brooks e interpretato dall’indimenticabile Humphrey Bogart, per dare una spiegazione razionale.

La posizione di Irto

Tuttavia, forse, la migliore spiegazione sulla probabile scelta del tavolo del centrosinistra a favore di Carlo Tansi potrebbe essere la definizione che diede della politica Ronald Reagan: “It has been said that politics is the second oldest profession. I have learned that it bears a striking resemblance to the first. (La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Ho imparato che ha una sorprendente somiglianza con la prima)”. Infatti, al di la delle difficoltà relative alle intemperanze e alla incostanza dell’ex direttore della protezione civile, il centrosinistra ha ben altre gatte da pelare per addivenire a una credibile coalizione, a partire dal veto o presunto tale posto dal M5s al candidato più prestigioso e credibile del Pd sul tavolo della discussione come presidente: Nicola Irto.

I veti, è noto, in politica potrebbero diventare contagiosi e condurre velocemente in un vicolo cieco, ecco perché la soluzione che cominciano ad ipotizzare sia il Partito Socialista che Italia Viva potrebbe rivelarsi tutt’altro che peregrina e potrebbe diventare un via d’uscita dalle grane della nascente coalizione.

Pablo

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