La rivoluzione francese al tempo del green pass: libertè, egalitè, BioNTech

La nuova aristocrazia del Covid non si misura più dal sangue blu ma dagli anticorpi. E reclama brioches e privilegi sulla pelle della resistenza condannata all’apartheid e alle varianti del virus 

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di Carla Monteforte
15 luglio 2021
16:51

Nel giorno della presa della Bastiglia Emmanuel Macron manda alla ghigliottina la libertè. Almeno secondo les citoyens che fino a un attimo fa ricevevano rimborsi per rimedi homéopathiques e adesso per una raclette in brasserie dovranno sottoporsi a trattamento sanitario obbligatorio. I moti della rivoluzione francese hanno fatto presto eco nel paese dei lockdown generando rigurgiti antifasciti in no vax, forse vax e poi vax. Ed i pro vax sono subito diventati nazivax!

Secondo i perseguitati del Moderna Reich chi si è liberamente sottoposto al farmaco sperimentale avrebbe aderito ad una campagna di pulizia etnica e starebbe ora complottando per tradurli in campi di concentramento e torturarli a suon di “Inno di Mameli”. Pare infatti che Fedez e Ferragni abbiano già pronta una raccolta fondi per il lievito di birra da fornire ai deportati. E che pure Jo Squillo, Valentina e Michelle siano in da House a fare propaganda alla razza ariana da riprodurre via Ig tramite gpa. Trojan virus del ddl Zan che sotto la bandiera delle lotte sarebbe di per sé discriminante in quanto annovera i no binary e se ne fotte dei no Pfizer.


Inutile dire che pure la faida Grillo/Conte farebbe parte di questo piano di sterminio: fonti accreditate assicurano che, fatto cadere l’attuale governo, l’avvocato tornerebbe dritto dritto in prime time per la seconda stagione di dirette da sottoporre come cura Ludovico alle bimbe del no green pass.

E a questo scenario distopico non sfuggirebbe manco il Papa il cui intervento al Gemelli sarebbe solo una strategia di marketing per alzare l’audience della prossima messa di Natale da mandare in mondovisione da San Pietro, ma stavolta a piazza non deserta dato che gli sponsor di Big Pharma già stanno allestendo tribune di microchippati vip.

La nuova aristocrazia del Covid, di fatti, non si misura più dal sangue blu ma dagli anticorpi nel sangue. E reclama brioches e privilegi sulla pelle della resistenza condannata all’apartheid e alle varianti del virus che si moltiplicano attraverso i corpi geneticamente modificati dei mutanti dell’mrna.

Al diavolo egalitè e fraternitè. Aprite subito le discoteque!

 

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