Il disastro

Aereo precipitato a Milano, le ultime parole del pilota: «Chiedo rientro». Poi lo schianto

La procura procede per disastro colposo. Ancora rilievi degli inquirenti per stabilire le cause dell'incidente. Ecco chi sono le vittime

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di Redazione
4 ottobre 2021
15:37

Si è lavorato tutta la notte, alla luce delle lampade fotoelettriche, sul luogo dello schianto dell'aereo da turismo che ieri, dopo il decollo da Linate, è precipitato su una palazzina in ristrutturazione in via Marignano, a Milano, al confine con San Donato Milanese (Milano). Gli ultimi vigili del fuoco sono tornati in sede stamani alle 7, mentre sul posto rimane la Polizia scientifica per i rilievi e la Polizia locale per impedire l'accesso alle aree coinvolte dall'incidente aereo, che ha provocato 8 morti: pilota, copilota, cinque adulti e un bambino.

Gli uomini della sala radar si sono accorti che, pochi minuti dopo la partenza da Linate, il Pilatus precipitato ieri stava virando verso destra in modo anomalo invece di procedere verso sud e hanno ricevuto una comunicazione dal pilota, il quale pronunciò una frase del tipo "little deviation (piccola deviazione, ndr)", ma senza il motivo o allarmi specifici. Poco dopo avrebbe chiesto un "vettore", ossia uno spazio per rientrare verso l'aeroporto. Dopo meno di un minuto – apprende l’ansa - la traccia è sparita dal radar perché l'aereo ha iniziato a scendere in picchiata.


Secondo quanto riferito dalla Polizia Locale oltre a presidiare l'area dello schianto e dell'incendio, e a gestire la chiusura di un ampio tratto di via Marignano, al momento è vietato l'accesso a un parcheggio d'interscambio dell'Atm (la società dei trasporti milanese) e parte del grande spiazzo dove si trovano le banchine dei mezzi di superficie, abitualmente affollate di viaggiatori, che sono state spostate. La palazzina su cui è precipitato il velivolo, infatti, si trova molto vicino al cosiddetto 'parcheggio dei bus' antistante alla metro MM3 San Donato.

Tra le vittime il figlio 30enne dell'imprenditore romeno, Dan Stefan Petrescu, e sua moglie, di 65 anni. Con loro anche un imprenditore italiano, Filippo Nascimbene, lombardo di 33 anni, con la moglie, il figlio piccolo e la suocera, che sono invece francesi. L'aereo, decollato da Linate era diretto a Olbia. La procura di Milano procede per disastro colposo.

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