Caso Procure, il pm Palamara radiato dalla magistratura: «Ho pagato per tutti»

È il primo ex consigliere del Csm ed ex presidente dell' Associazione magistrati ad essere rimosso dall'ordine giudiziario

di Redazione
10 ottobre 2020
06:04
Il pm Palamara, foto ansa
Il pm Palamara, foto ansa

Luca Palamara è stato radiato dalla magistratura. La Sezione disciplinare del Csm lo ha condannato alla sanzione massima prevista, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione. Palamara è il primo ex consigliere del Csm ed ex presidente dell'Associazione magistrati ad essere rimosso dall'ordine giudiziario.

 

«Sono consapevole di aver pagato io per tutti», ha affermato parlando del sistema delle correnti alla conferenza stampa organizzata dai Radicali. «Porto e porterò sempre la toga nel cuore. Non ho mai barattato la mia funzione per fare un favore al politico di turno. Non ho mai fatto accordi con nessun parlamentare perché un ipotetico procuratore della Repubblica potesse accomodare qualche processo».

 

La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio durata due ore e mezza. Erano stati ieri i rappresentanti della procura generale della Cassazione a chiedere la sanzione massima - impugnabile davanti alle Sezioni Unite della Cassazione - accusando Palamara soprattutto di aver "pilotato" per interessi personali la nomina del procuratore di Roma e contestandogli una strategia di discredito a danno del procuratore aggiunto Paolo Ielo. La vicenda al centro del processo è la riunione notturna all'hotel Champagne del 9 maggio del 2019, nella quale secondo l'accusa Palamara, cinque consiglieri del Csm (tutti dimessi e ora a processo disciplinare) e i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri discussero le strategie sulle future nomine ai vertici delle procure. Riunione intercettata con un trojan nel cellulare di Palamara, che era finito sotto inchiesta a Perugia e ora è imputato per corruzione. 

 

 «Assolutamente no». Così il difensore di Luca Palamara Stefano Guizzi ha risposto alla domanda se la pronuncia del Csm sul suo assistito sia una sentenza politica. Guizzi ha anche espresso "massimo rispetto" per la decisione.

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