Coronavirus, Fedez accusa: «Il Codacons raccoglie fondi per il... Codacons. Scandaloso»

VIDEO | Scontro tra il rapper e l’associazione di consumatori: «Vogliono bloccare le raccolte fondi dei privati» Secca la replica: «Non ha capito niente»

di Redazione
29 marzo 2020
08:42
Fedez e Chiara Ferragni
Fedez e Chiara Ferragni

«Scandaloso. Sul loro sito ufficiale avviano una campagna per supportare il Codacons contro il coronavirus. Ospedali, ricerca, qualcosa comunque di pragmatico. Ma se ci clicco sopra scopro che hanno fatto un banner sul coronavirus dove in realtà la donazione va direttamente al Codacons, che non si occupa di coronavirus». Dure accuse di Fedez contro l’associazione di consumatori. In un video pubblicato sui social il rapper, accusando l’ente di aver fatto le pulci alla  campagna avviata per raccogliere fondi per gli ospedali pubblici insieme alla moglie Chiara Ferragni, affonda:  «Fateci una donazione così risparmiate sulle tasse. E questa è un'associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori? Non si fanno mancare niente». E ancora: «Vogliono bloccare tutte le raccolte fondi privati. Io sono allibito qualcuno li fermi».

Poche ore dopo, il Codacons ha replicato: «Intanto dobbiamo ringraziare questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo, perché stiamo ricevendo moltissime donazioni da tanti che non sapevano si potesse fare ed ora grazie a lui lo sanno», dice il presidente Carlo Rienzi. Mentre sul resto spiega: «Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l'emergenza coronavirus».

In merito alle raccolte fondi, il Codacons poi sottolinea: «Le percentuali che rimangono al privato sono elevatissime: oltre ad un 2,9% di costi di incasso, c'è anche un sistema che individua una percentuale, indicata in una piccolissima postilla che può essere modificata ma quasi nessuno legge, che regala il 10% al privato». E la stoccata finale: «Del resto stiamo parlando di gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro: non mi sembra ci sia altro da aggiungere». La vicenda, quasi sicuramente, si concluderà nelle aule dei tribunali.

 

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