Il parere

Covid, l’esperto: «Ci metterà almeno 10 anni prima di diventare un semplice raffreddore»

Il parere di Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata: «Omicron sembra meno aggressiva, ma se i contagi continueranno ad aumentare inevitabilmente il numero di casi gravi crescerà»

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di Redazione
28 dicembre 2021
10:18

«Omicron sembra meno aggressiva, ma se i contagi continueranno ad aumentare inevitabilmente il numero di casi gravi crescerà. Tuttavia, il Sars-CoV-2 ci metterà almeno 10 anni prima di diventare come un semplice raffreddore». È il parere di Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata, intervenuto nella trasmissione 'L'imprenditore e gli altri' su Cusano Italia Tv che ne ha diffuso il testo.

«Mi sembra che si stia consolidando l'idea che Omicron sia un pochino meno virulenta rispetto alla Delta, considerando quante persone vanno in ospedale rispetto al numero dei casi», ha affermato Andreoni.


«Certo, se aumentano tanto i casi aumenteranno comunque anche i ricoveri. Preoccupa molto la trasmissibilità di questa variante, che è già dominante in Italia considerando che dovrebbe aver superato il 50%. Sotto un aspetto puramente epidemiologico il fatto che il virus possa aver perso virulenza ci fa piacere, perchè noi stiamo aspettando che il virus si adatti sempre di più all'uomo diventando meno aggressivo. Per diventare un semplice raffreddore - ha sottolineato - probabilmente ci metterà non meno di 10 anni».

«Riduzione quarantena sarebbe un errore»

La riduzione della quarantena «sotto l'aspetto medico-epidemiologico sarebbe un errore aumentiamo il rischio che persone contagiate possano diffondere ulteriormente il virus» - ha detto ancors Massimo Andreoni. «La variante iniziale del Coronavirus aveva un tempo di latenza che poteva arrivare anche a due settimane, man mano questo periodo di incubazione è diventato più rapido, ma può arrivare anche a 7 giorni, ridurre la quarantena a meno di 7 giorni è rischioso soprattutto con una variante così contagiosa come questa».

Quanto alle dosi booster, Andreoni prende a riferimento i casi di Israele e Francia: «Israele è già partito con la quarta dose, ma in maniera sperimentale, non perchè vi sia effettivamente un'esigenza di quarta dose. Loro cercano di anticipare per capire quanto effettivamente si è protetti. Lo stesso vale per chi come la Francia sta anticipando la terza dose dopo 3 mesi, non ci sono dati scientifici a supporto di questo». Infine lo studio «che fa vedere come la vaccinazione con Pfizer dia un'ottima memoria a livello cellulare, solo che questa memoria è più difficile da misurare rispetto alla risposta anticorpale. Attualmente non vediamo malati gravi tra pazienti che hanno fatto la terza dose se non in casi eccezionali, quindi la terza dose funziona benissimo», conclude Andreoni.

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