Le vittime appartenevano all'Aviazione dell'Esercito e al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa. I feriti non sarebbero in pericolo di vita
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È di quattro morti e undici feriti il bilancio, al momento, del drammatico incidente che ha coinvolto un elicottero CH-47 Chinook italiano impegnato nella missione europea Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina. Lo schianto si è verificato nella zona di Gorice, nei pressi della città di Brčko, nel nord-est del Paese, durante un'attività addestrativa.
L'incidente è avvenuto pochi minuti dopo il decollo, intorno alle 17.30 di ieri, per cause ancora in fase di accertamento. Secondo una prima ricostruzione, il velivolo si sarebbe sollevato da terra per circa dieci metri, iniziando poi a ruotare più volte su se stesso prima di precipitare e schiantarsi al suolo.
A rendere noti i nomi delle quattro vittime è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, attraverso un messaggio pubblicato sui propri profili social. Si tratta del sergente dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia, del sergente Claudio Marchesi, del tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e del sergente Laura Procacci, appartenente anch'essa al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa.
Ruggia e Marchesi erano in servizio presso il Comando Aviazione dell'Esercito (AVES) di Viterbo, entrambi assegnati al primo reggimento "Antares", struttura impegnata nella formazione e nell'addestramento di piloti e tecnici e nello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili. Zecchillo e Procacci facevano invece parte del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana: il primo era medico, la seconda infermiera.
Secondo le prime informazioni, l'elicottero sarebbe partito da Viterbo nella mattinata, effettuando uno scalo all'aeroporto militare di Pratica di Mare prima di raggiungere la Bosnia.
La conferma dell'incidente è arrivata anche dal comando della missione Eufor, che in una nota ha comunicato la caduta del CH-47 italiano a Brčko, esprimendo cordoglio per i militari che hanno perso la vita e per quelli rimasti feriti.
Gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, secondo quanto riferito, nessuno sarebbe in pericolo di vita. La Difesa ha disposto l'invio di un'équipe medica italiana per assicurare loro il massimo supporto sanitario e l'assistenza necessaria.
Profondo il dolore espresso dal ministro Crosetto, che ha voluto ricordare personalmente le vittime con parole cariche di commozione. «Ci uniamo al dolore dei familiari del Sergente (EI AVES) Simone Ruggia, del Sergente (EI AVES) Claudio Marchesi, del Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Franco Adriano Zecchillo e del Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Laura Procacci che hanno perso la vita servendo l'Italia, la Difesa e l'Esercito», ha scritto inizialmente.
In un successivo messaggio, accompagnato dalle fotografie dei militari, il ministro ha affidato ai social un pensiero ancora più personale: «A Dio, Claudio, Simone, Laura, Franco Adriano. Avete lasciato questa terra onorando il vostro giuramento di servizio all'Italia. Mi inginocchio di fronte a voi, pregando perché i vostri cari possano superare questa tragedia».

