L'Iran risponde agli Stati Uniti dopo i raid americani di ieri nell'area dello Stretto di Hormuz e accusa il presidente Donald Trump di aver violato gli accordi di pace.

I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver attaccato obiettivi statunitensi nella regione del Golfo in rappresaglia ai bombardamenti americani. In precedenza, l'esercito degli Stati Uniti aveva reso noto di aver colpito obiettivi in territorio iraniano in risposta al lancio di droni contro una nave mercantile in transito nello Stretto di Hormuz.

«Se l'aggressione dovesse ripetersi, la nostra risposta sarà ancora più ampia», hanno avvertito i Guardiani della Rivoluzione in un messaggio diffuso su Telegram dalla televisione di Stato iraniana.

Nel corso della giornata è arrivata anche la denuncia del Bahrein, che accusa l'Iran di aver lanciato droni contro il proprio territorio, compromettendo «gli sforzi per la pace».

In una nota diffusa dall'agenzia ufficiale Bna, il ministero degli Esteri del Bahrein ha espresso «la più ferma condanna» per quello che definisce un attacco condotto «all'alba di oggi da diversi droni iraniani», parlando di una «palese violazione della sovranità nazionale».

«Su Teheran ricade tutta la responsabilità di aver minato il lavoro per la pace», si legge nel comunicato.

Anche il ministero degli Esteri iraniano ha duramente criticato Washington, accusando gli Stati Uniti di una «flagrante violazione» dell'accordo di pace raggiunto tra le parti per porre fine al conflitto.

«Questi brutali attacchi, che hanno preso di mira installazioni di sorveglianza costiera iraniane, costituiscono una palese violazione del memorandum d'intesa per porre fine alla guerra», afferma il ministero in una nota.

Da parte sua, l'esercito statunitense ha ribadito di aver colpito depositi di missili, droni e postazioni radar costiere iraniane in risposta all'attacco contro una nave mercantile che attraversava lo Stretto di Hormuz.