Il ministro della Sicurezza nazionale conferma gli obiettivi nonostante i colloqui in atto: «Siamo arrivati al punto più vicino a una vittoria decisiva, se il Libano sceglie il terrorismo dobbiamo andare avanti»
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Il ministro Itamar Ben Gvir (KAHANA/POOL/SIPA / ipa-agency.net)
Dopo aver pagato "un prezzo molto alto" negli ultimi anni di guerra, "siamo arrivati al punto più vicino a una vittoria decisiva", ha dichiarato il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, criticando quelli che ha definito "cessate il fuoco deboli".
"L'equazione deve essere semplice e chiara: lo Stato di Israele deve essere al sicuro. Se Israele non è al sicuro, Beirut finirà per assomigliare a Beit Hanoun. Israele deve agire secondo un principio inequivocabile. Apprezziamo i nostri amici. Amiamo il presidente Trump. Ma prima di tutto vengono i soldati israeliani. Prima di tutto i nostri combattenti, prima di tutto i nostri cittadini", ha affermato Ben Gvir durante la riunione settimanale del suo partito Otzma Yehudit alla Knesset, come riportato dal giornale Times of Israel.
"Se il Libano consente che il proprio territorio venga utilizzato come base del terrorismo contro Israele, Beirut deve capire che non può continuare la propria vita come se nulla fosse. Chi sceglie la guerra contro Israele deve pagarne il prezzo. La mia posizione è che non possiamo accettare nemmeno una sola lacrima versata da una madre israeliana, anche se questo dovesse significare le lacrime di mille madri libanesi. Dobbiamo andare avanti", ha aggiunto Ben Gvir.
Rispondendo alle critiche del vicepresidente statunitense JD Vance, che lo aveva attaccato per le sue posizioni contrarie all'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Ben Gvir ha dichiarato che, pur stimando Vance e il presidente Donald Trump, in passato ci sono stati diversi casi in cui "gli americani non erano dalla nostra parte e, nonostante ciò, abbiamo vinto". "Nutro grande rispetto per il vicepresidente, ma il mio primo dovere è verso i nostri soldati e i nostri cittadini. È a loro che dobbiamo rendere conto. Ringrazio gli Stati Uniti, ma la nostra linea rossa resta qualsiasi attacco contro i nostri soldati e i nostri civili".
Secondo Ben Gvir, il premier Benjamin Netanyahu dovrebbe recarsi da Trump e dirgli: "Presidente Trump, grazie. Ma non possiamo applicare questo accordo. Lei non accetterebbe mai di avere dei nazisti ai suoi confini. Non accetterebbe che i suoi soldati vengano attaccati senza poter reagire adeguatamente. La nostra risposta deve essere totale", ha specificato Ben Gvir.

