Linciato e ucciso da una folla di 600 persone: 5 arresti in Honduras per l'omicidio di un italiano

Giorgio Scanu era stato accusato di aver assassinato un vicino di casa ed è stato massacrato con bastoni e pietre. Anche l’abitazione dell’uomo era stata data alle fiamme

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di Redazione
10 luglio 2021
13:32
Il fermo di alcune persone coinvolge nel linciaggio, foto ansa
Il fermo di alcune persone coinvolge nel linciaggio, foto ansa

La polizia dell'Honduras ha arrestato almeno cinque persone sospettate di aver preso parte al linciaggio e all'uccisione dell'italiano Giorgio Scanu, che ha coinvolto circa 600 persone armate di machete, bastoni e pietre a Santa Ana de Yusquare, nel sud del Paese centroamericano. Lo rende noto oggi il governo di Tegucigalpa, citato dall'agenzia Reuters sul proprio sito. Gli arrestati - prelevati ieri dalla polizia, hanno fra i 19 e i 55 anni. La folla inferocita accusava Scanu di aver pestato a morte e ucciso un anziano vicino di casa dopo un litigio. 

Massacrato con bastoni e pietre

Una folla inferocita di centinaia di persone lo ha giudicato colpevole senza processo e ha deciso di farsi giustizia sommaria: ha fatto irruzione in casa sua e lo ha massacrato con bastoni, machete e pietre, per poi appicciare il fuoco. È morto così Giorgio Scanu, un italiano da tempo residente in Honduras, vittima di un brutale linciaggio da parte di 600 persone che lo hanno accusato della morte del suo vicino di casa. L'udienza nei confronti degli arrestati è stata fissata per giovedì 15 luglio alle 13. Il cadavere di Scanu si trova nell'Istituto di medicina legale di Tegucigalpa, dove la famiglia attende la consegna del corpo, che sarà poi cremato.


Il sindaco di Santa Ana de Yusguare, la città honduregna teatro del linciaggio, non esclude l'imposizione del coprifuoco dopo il grave episodio dei giorni scorsi. «Facciamo appello alla calma, sappiamo che la situazione è terribile, non era mai successo nulla di simile nella nostra comunità, che è un luogo tranquillo», ha detto il sindaco Edas Turcios. In città si sta preparando una manifestazione per chiedere il rilascio dei sospettati arrestati per la morte di Scanu. «Non permetteremo alcuna protesta - ha assicurato Turcios, annunciando una riunione con le autorità di sicurezza per decidere eventuali misure come il coprifuoco - quello che è successo è una tragedia che non si ripeterà».

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