Migranti, dal Viminale 11 milioni alla Tunisia per rafforzare le frontiere

È quanto emerso nel corso della visita dei ministri dell'Interno e degli Esteri a Tunisi. Di Maio: «Indispensabile la lotta contro i trafficanti di esseri umani. Ma per chi arriva da irregolare in Italia l'unica soluzione è il rimpatrio»

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di Redazione
18 agosto 2020
07:39
L’incontro a Tunisi - foto Ansa
L’incontro a Tunisi - foto Ansa

Fondi del Viminale per 11 milioni di euro - risparmiati sul capitolo accoglienza migranti - saranno girati alla Tunisia che li utilizzerà per rafforzare il controllo delle sue frontiere marittime. È quanto emerso nel corso della visita a Tunisi dei ministri dell'Interno e degli Esteri, Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, accompagnati dai commissari europei Ylva Johansson e Oliver Varhelji. La delegazione ha incontrato il presidente della Repubblica Kais Saied, il premier incaricato Hichem Mechichi ed il ministro degli Esteri ad interim Selma Enneifer. Le risorse verranno impiegate per la manutenzione delle motovedette, l'addestramento delle forze di sicurezza, radar ed un sistema informativo che allerterà tempestivamente la gendarmeria quando le imbarcazioni di migranti sono in mare in modo da bloccarle in acque tunisine.  

 

«L'Italia è sempre in prima linea nel sostenere la Tunisia con azioni concrete - ha dichiarato  il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, a Tunisi -, ma per contrastare il traffico di migranti serve uno sforzo in più perché la pressione esercitata sul nostro Paese, in particolare sull'isola di Lampedusa e sulla Sicilia, crea una situazione di seria difficoltà aggravata dall'emergenza sanitaria Covid 19».

 

«È indispensabile rafforzare la lotta contro i trafficanti degli esseri umani, soprattutto nelle aree di Sfax e Madia. L'Italia è pronta a prestare tutta l'assistenza tecnica che serve». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Tunisi, che ha spiegato: «Voglio essere molto chiaro: chi arriva in Italia in maniera irregolare non potrà usufruire di alcuna opportunità di regolarizzazione. L'unico esito di un arrivo irregolare è un rimpatrio». D'altra parte - aggiunge Di Maio - il fenomeno migratorio è molto complesso e crediamo che debba essere affrontato in una cornice ampia. Per questo abbiamo ribadito la massima disponibilità dell'Italia a portare avanti i negoziati per un accordo quadro in ambito migratorio che preveda forme virtuose di integrazione».

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