Gli investigatori delle Nazioni Unite denunciano l’impatto devastante del conflitto sui minori palestinesi e sostengono che le operazioni militari israeliane abbiano compromesso il futuro della popolazione di Gaza. Tel Aviv contesta: «Rapporto diffamatorio»
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Israele sta prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi, un fattore chiave di quello che definisce un «genocidio» in corso nella Striscia di Gaza. È quanto affermano gli investigatori delle Nazioni Unite. La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu ha dichiarato di aver trovato prove secondo cui «bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane». Un elemento che, secondo la Commissione, contribuisce a dimostrare «l’intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la più ampia comunità palestinese a Gaza».
Il team investigativo, composto da tre membri, aveva già sostenuto in un rapporto pubblicato lo scorso settembre che Israele avesse commesso un «genocidio» nella guerra a Gaza, una conclusione che Israele ha respinto categoricamente.
Numero «senza precedenti» di morti
Nel nuovo rapporto di approfondimento, gli investigatori affermano che l’intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane sono proseguite, provocando un numero «senza precedenti» di morti, feriti e traumi tra i bambini palestinesi. Secondo la Commissione, vi sono «ragionevoli motivi» per concludere che le autorità e le forze di sicurezza israeliane «hanno continuato a commettere il crimine di genocidio» a Gaza.
Israele: «Rapporto diffamatorio»
Israele, da tempo critico nei confronti della Commissione, ha definito il rapporto «diffamatorio» e una «farsa calunniosa». Lo Stato ebraico accusa inoltre gli investigatori di ignorare «le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e utilizza i bambini palestinesi come scudi umani».
La Commissione, istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2021, ha concentrato il proprio ultimo rapporto sui crimini che colpiscono i minori palestinesi e sulle condizioni di vita imposte da Israele a Gaza, ritenute causa di una «mortalità infantile prevenibile».
«Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, provocando genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, oltre a crimini di guerra in Cisgiordania», afferma la Commissione in una dichiarazione.
Secondo gli investigatori, le azioni compiute hanno «cancellato l’infanzia» a Gaza e continueranno ad avere conseguenze sui bambini del territorio per tutta la vita.
L’inchiesta Onu
L’inchiesta dell’Onu sostiene che, durante i primi due anni di guerra, almeno 20.179 bambini siano stati uccisi e 44.143 feriti.
L’uccisione e il ferimento di bambini palestinesi «facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza», si legge nel rapporto.
I minori feriti, aggiunge la Commissione, «affrontano una vita di disabilità», una condizione che rappresenta ormai «una realtà demografica determinante» tra i bambini della Striscia.
L’assedio di Gaza avrebbe inoltre «compromesso direttamente la salute riproduttiva e neonatale», mentre il collasso dei programmi di sanità pubblica avrebbe «eroso le condizioni necessarie per garantire una futura generazione sana».
Il rapporto individua anche divisioni, brigate e unità israeliane che potrebbero essere responsabili dell’uccisione di bambini in specifici episodi avvenuti sia a Gaza sia in Cisgiordania.
Oltre alla situazione nella Striscia, la Commissione ha documentato anche un forte aumento delle violenze perpetrate dai coloni israeliani contro i minori palestinesi in Cisgiordania.

