Sea Watch, la comandante torna libera. Salvini: «Non ho parole»

La magistratura non convalida l’arresto e non dispone nessuna misura cautelare nei confronti di Carola Rackete che torna libera dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari

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di Redazione
3 luglio 2019
09:42

Il gip di Agrigento non ha convalidato l'arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete e non ha disposto nei confronti della giovane tedesca nessuna misura cautelare. Viene dunque meno la misura degli arresti domiciliari decisa dalla Procura che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Carola dunque torna libera.

Il gip è andata ben oltre la richiesta dei pm, non convalidando l'arresto della Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra e ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una «scriminante» legata all'avere agito «all'adempimento di un dovere», quello di salvare vite umane in mare. Il gip sottolinea anche che la scelta del porto di Lampedusa non sia stata strumentale, ma obbligatoria perché i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri.


La comandante si dice «molto commossa per la solidarietà espressa nei miei confronti da così tanta gente». «Sono sollevata dalla decisione del giudice - ha aggiunto Carola - che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti e rifugiati e contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli».

Salvini: «Non ho parole»

«Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta la decisione del gip di Agrigento. «Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia?. Mi vergogno di chi permette che in questo paese arriva il primo delinquente dall'estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l'alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un'auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice», così si sfoga Salvini in una diretta facebook dopo la decisione del gip sulla capitana della Sea Watch.

Sea-Watch continua le operazioni di salvataggio

Rackete dunque è libera di muoversi. Ad Agrigento dovrà tornare il 9 luglio per l’interrogatorio davanti ai pm nell’altro filone d’inchiesta in cui è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Sea-Watch 3 intanto è ripartita da Lampedusa: scortata da una vedetta della Finanza è diretta a Licata dove resterà sotto sequestro insieme alla Mare Ionio della Ong Mediterranea. Intanto Sea-Watch ha assicurato che le operazioni di salvataggio in mare andranno avanti. «Serve una soluzione politica in modo che situazioni del genere non tornino a ripetersi», ha detto il portavoce Ruben Neugebauren. Ed ha aggiunto: «Siamo molto delusi dal governo tedesco e dall'Europa».

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