Il testo firmato genericamente “Gli ex lavoratori di Ilaria Salis” contiene una serie di affermazioni sulla gestione dell’attività dopo l’elezione a Bruxelles. L’eurodeputata non ne conferma l’autenticità e non entra nel merito
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Ilaria Salis (foto di Stefano Carofei - Ipa)
Un documento che parla di soldi, stipendi, finanziamenti alla cassa di solidarietà antifascista e di una presunta «gestione collettiva» del ruolo di parlamentare europeo. Poi le domande di Filippo Roma, il silenzio di Ilaria Salis, la richiesta dell’eurodeputata di far intervenire la polizia e una risposta destinata inevitabilmente a diventare virale: «Ma io sento delle mosche che mi ronzano nelle orecchie».
Ieri sera Le Iene hanno mostrato il documento che circola da tempo in rete e porta la firma generica «Gli ex lavoratori di Ilaria Salis», senza però indicare nomi e cognomi. Il testo racconta la versione degli ex collaboratori dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e ricostruisce ciò che sarebbe accaduto dietro le quinte prima e dopo l’elezione di Salis a Bruxelles.
Il condizionale resta indispensabile: il documento contiene affermazioni degli ex collaboratori e Salis, durante il confronto con Roma, non ne ha confermato l’autenticità né è entrata nel merito delle accuse. Il servizio televisivo ha però mostrato il testo e ha rivolto direttamente all’eurodeputata una lunga serie di domande proprio per ottenere una risposta sulla sua veridicità.
Il condizionale resta indispensabile: il documento contiene affermazioni degli ex collaboratori e Salis, durante il confronto con Roma, non ne ha confermato l’autenticità né è entrata nel merito delle accuse. Il servizio televisivo ha però mostrato il testo e ha rivolto direttamente all’eurodeputata una lunga serie di domande proprio per ottenere una risposta sulla sua veridicità.
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