Nuovo caso in Trentino: l’autista avrebbe chiesto al ragazzo di scendere. Ad evitargli di camminare per 13 chilometri tra la neve un altro passeggero che gli ha acquistato il biglietto (in contanti)
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Dopo il caso dell’11enne che nel Bellunese è stato fatto scendere dall’autobus perché senza biglietto giusto e ha dovuto così fare 6 km a piedi sotto la neve per tornare a casa, un episodio simile arriva dal Trentino. «Mi dispiace, te la puoi fare a piedi», si sarebbe sentito dire un ragazzo di 17 anni che da Madonna di Campiglio avrebbe voluto prendere il bus per tornare a Pinzolo, dove da due settimane sta facendo uno stage in un hotel.
Il giovane aveva con sé un abbonamento valido fino alla prossima estate, ma salendo sull’ultimo bus della giornata il lettore non è riuscito a leggerlo correttamente. L’autista gli ha quindi chiesto di acquistare il biglietto per proseguire il viaggio. Il giovane ha cercato di pagare utilizzando il bancomat, non avendo contanti, ma l’autista ha spiegato che non era possibile fare pagamenti elettronici a bordo e, di fronte alla proposta di cercare una soluzione alternativa, la risposta è stata netta: «Mi dispiace — puoi fare il resto del tragitto a piedi».
La situazione, aggravata dal freddo e dalla distanza da coprire a piedi (circa tredici chilometri), ha lasciato il giovane inizialmente senza parole. A evitare che si trovasse davvero a camminare da solo è stato però un altro passeggero, un turista diretto a Trento, che ha voluto pagare di tasca propria il biglietto per consentirgli di salire e tornare in albergo.
A raccontare l’accaduto è stata la madre del ragazzo, che ha definito la gestione dell’episodio «grave e inaccettabile», sottolineando che la smart card di suo figlio era regolarmente attiva e pagata. La donna ha anche criticato la scarsa disponibilità di Trentino Trasporti nel fornire chiarimenti, ricevendo come unica indicazione quella di inviare una e-mail di reclamo.
Nel post su Facebook con cui ha condiviso la vicenda, la madre ha ringraziato pubblicamente il passeggero che ha aiutato il figlio, raccontando come il giovane, da solo e sull’ultima corsa disponibile, si sarebbe trovato in difficoltà senza quel gesto. Ha annunciato anche l’intenzione di denunciare l’accaduto, ribadendo come suo figlio fosse in regola per viaggiare.

