Vaccino Pzifer partito per l'Italia, Arcuri: «Altre 450mila dosi dal 28»

I tir contenenti le 9.750 dosi destinate al nostro Paese hanno lasciato l'azienda farmaceutica. Il commissario all'emergenza assicura: «Arriverà per tutti, non ci sarà bisogno di agitarsi o cercare scorciatoie»

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di Redazione
23 dicembre 2020
21:06
Un tir in partenza dalla Pzifer - foto Ansa
Un tir in partenza dalla Pzifer - foto Ansa

Sta arrivando in Italia il vaccino della Pfizer-Biontech con il quale domenica prossima inizierà simbolicamente la campagna di massa per cercare di uscire dall'incubo del coronavirus. I tir dell'azienda farmaceutica con le 9.750 dosi lasciano in queste ore il Belgio e dai confini italiani saranno scortati dalle forze dell'ordine fino a Roma, all'ospedale Spallanzani. Le dosi saranno poi distribuite il 26 dicembre, sabato, ai 21 siti principali di riferimento, in vista del V-Day europeo di domenica. Per questa operazione entrerà in campo la Difesa con Aeronautica, Esercito e Marina per l'Operazione Eos.

Delle 9.750 dosi iniziali Pfizer allo Spallanzani una parte sarà trasportata a Pratica di Mare dove 5 aerei (due C27J dell'Aeronautica, due Dornier Do. 228 dell'Esercito e un P-180 della Marina) raggiungeranno le mete più lontane, secondo il piano del ministero della Difesa sulla base di quanto predisposto dal commissario Domenico Arcuri. I restanti vaccini raggiungeranno le destinazioni via terra con un impegno complessivo di 60 autoveicoli e circa 250 militari.


«Pfizer ha assicurato che nella settimana dal 28 dicembre arriveranno altre 450 mila dosi - dice Arcuri -, portate direttamente dall'azienda nei 300 punti somministrazione scelti con regioni e province autonome». Il commissario straordinario ha poi assicurato che «non ci saranno corsie preferenziali, arriverà il turno per tutti gli italiani che vorranno vaccinarsi. Useremo tutte le modalità di comunicazione, da quelle tradizionali a quelle più innovative, ma chiediamo agli italiani di non agitarsi, di non appellarsi, di non cercare scorciatoie. Tutti sapranno per tempo dove andare a farsi il vaccino e quando».

E per gli indecisi, «da fine gennaio inizieremo una campagna di comunicazione molto invasiva e speriamo molto persuasiva sulle vaccinazioni. Avremo un call center, un sito. Soprattutto le persone fragili dovremo contattarle noi e con il sistema sanitario regionale con tessera sanitaria e altri strumenti potremo raggiungerli», ha aggiunto Arcuri, spiegando che «non dobbiamo e possiamo permettere che arrivi la terza ondata, né possiamo e vogliamo iniziare la campagna di vaccinazione in piena recrudescenza della pandemia».

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