È tutto pronto a Badolato per l’avvio del lungo fine settimana di spettacoli e incontri previsti dal C.Re.A, il Centro di Residenza della Calabria, realizzato da Compagnia Teatro del Carro e Dracma, sostenuto da MiC - Ministero della Cultura (FNSV) e Regione Calabria - UOA Cultura (PAC 14/20). Questa sera, infatti, ci sarà la prima delle quattro restituzioni che si alterneranno sul palcoscenico del Teatro Comunale di Badolato per la vetrina delle creazioni in residenza “VE.DE.RE. – Vetrina Delle Residenze”. Ad aprire le “danze” oggi alle ore 21:15 sarà Bow, il lavoro di Gaetano Palermo e Michele Petrosino che sarà in scena insieme a Nicolò Russo.

Selezionato per ResiDance 2026, con sound design di Luca Gallio, Bow è un progetto coreografico incentrato sull’atto dell’inchino o della riverenza (in inglese bow) tipico dei contesti teatrali e religiosi e diffuso in forme e modalità differenti anche sul piano sociale dei saluti, del riconoscimento e del consenso. «Attraverso una scrittura incarnata nel corpo dei performer – spiegano gli autori -, l’idea sviluppa un’analisi delle tensioni e delle ambiguità tipiche di questo gesto ripercorrendone la storia attraverso un catalogo delle sue varianti volto a coglierne le implicazioni sociopolitiche e psicologiche. Insieme ripiegamento verso il sé e apertura verso l’altro, la pratica dell’inchino o della riverenza, è segno di un’attestazione di presenza cui si riconosce potenza vitale, mondana o divina».

Proprio a questo riconoscimento, di cui l’inchino è la significazione corporea, «corrisponde una disposizione umana di dipendenza, obbligo, servizio o preghiera, volti al trascendimento di un limite o all’ottenimento di un dono, di una grazia. Al confine tra intimità soggettiva e rappresentazione pubblica – argomentano Petrosino e Palermo -, questo gesto assume diverse significazioni in base al grado di piegamento che dalla semplice inclinazione del capo può arrivare fino alla genuflessione o alla prostrazione assoluta. Abnegazione e salvezza, servilismo e potere convivono in una tensione fisica che trova nell’inchino la sua fragile e potente misura».

Gaetano Palermo e Michele Petrosino sono «un duo artistico attivo tra le arti visive e le arti performative. La loro ricerca indaga l’ontologia del movimento al confine tra realtà e finzione. Il loro lavoro è stato sostenuto e presentato da festival e istituzioni, tra cui La Biennale di Venezia, Triennale Milano, MAMbo Bologna, Gender Bender Festival, Romaeuropa Festival, Teatro Regio Parma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Santarcangelo Festival, Kilowatt Festival. Dal 2023 il duo è sostenuto dall’organismo di produzione nazionale della danza KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk».

In attesa di vedere il primo esito finale previsto da VE.DE.RE, ricordiamo che a partire da domani, sempre a Badolato, ma questa volta al Borgo nel Palazzo Gallelli, ci sarà il secondo incontro, il primo in assoluto per la Calabria, di Residenze a Sud, un tavolo di confronto sulla sostenibilità dei percorsi artistici, sul rapporto con i territori e con le pubbliche amministrazioni di riferimento e sulla possibilità di avere voce comune attraverso una rete condivisa, promosso insieme a IAC – Centro Arti Integrate di Matera, dove si è tenuta una prima edizione. Obiettivo dell’Incontro delle Residenze al Sud è discutere in merito alle condizioni che rendono possibili i percorsi di creazione, rispondendo all’esigenza di rafforzare il dialogo tra le organizzazioni del Meridione e costruire forme più stabili di confronto e collaborazione. Tra gli esiti previsti c'è la scrittura condivisa di un accordo programmatico con l’obiettivo di costruire una voce condivisa delle residenze del Sud nel dibattito nazionale.