Ci sono percorsi capaci di raccontare una terra attraverso la bellezza, la precisione di un gesto artigiano e la forza di un’intuizione artistica. Quello di Michele Affidato è uno di questi: una storia partita da Crotone e arrivata in contesti di rilievo nazionale e internazionale, mantenendo nelle proprie origini una fonte di ispirazione. A questa esperienza la nona edizione del Premio Radici, svoltasi ieri, sabato 24 ottobre, al Teatro Alikia di Cirò Marina, ha dedicato uno dei suoi momenti più significativi.

La premiazione del maestro orafo, seguita dalla sfilata di una selezione delle sue creazioni più rappresentative e dei suoi preziosi gioielli, ha portato al centro della serata il valore dell’arte e dell’alto artigianato calabrese. Accanto a lui, premiato anche il figlio Antonio Affidato, scultore e orafo che sta sviluppando un percorso personale nel dialogo tra eredità familiare, ricerca contemporanea e memoria della Magna Grecia.

Durante la manifestazione, Francesca Gallello, presidente di Radici Internazionale e tra i promotori dell’appuntamento, ha più volte sottolineato il significato della presenza di Michele Affidato: un’eccellenza crotonese che, attraverso il proprio lavoro, contribuisce a rendere riconoscibile la Calabria in Italia e nel mondo.

La passerella ha dato forma concreta a questo racconto. Le creazioni presentate hanno permesso al pubblico di incontrare il risultato di un lavoro nel quale ideazione, conoscenza dei materiali e abilità manuale si completano. Dietro ogni gioiello c’è un processo fatto di studio, progettazione e cura del dettaglio: competenze che trasformano la tradizione orafa in una professione capace di rinnovarsi.

Il riconoscimento a Michele Affidato ha assunto così un significato che va oltre la celebrazione di una carriera. Ha offerto l’esempio di come si possa costruire un’esperienza artistica e imprenditoriale aperta al mondo continuando a lavorare nella propria terra, valorizzandone storia e cultura.

Un capitolo importante di questo percorso riguarda l’arte sacra e gli incontri in Vaticano. Nel corso della sua attività, Affidato è stato ricevuto da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Diverse opere destinate a chiese e comunità religiose hanno ricevuto la benedizione dei pontefici; per Benedetto XVI e Francesco il maestro ha inoltre realizzato razionali con lo stemma papale. Un’attività nella quale la lavorazione dei metalli preziosi incontra il linguaggio dei simboli e la sensibilità religiosa.

Tra le realizzazioni documentate figurano lo stemma consegnato a Benedetto XVI in occasione della visita in Calabria e un’opera dedicata a papa Francesco che comprende un bassorilievo in argento raffigurante piazza San Pietro. Lavori che richiedono, accanto alla padronanza tecnica, attenzione all’iconografia e al significato spirituale delle immagini.

Altrettanto riconoscibile è il legame con Sanremo, dove l’arte della maison Affidato accompagna da anni alcuni dei riconoscimenti più prestigiosi della manifestazione e degli appuntamenti collegati. Anche per l’edizione 2026, Michele e Antonio hanno firmato i trofei del Premio della Critica “Mia Martini”, del Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” e del Premio Enzo Jannacci Nuovo IMAIE. Opere pensate per tradurre in forme e simboli il valore della musica e delle personalità alle quali i premi sono dedicati.

Questa presenza porta con sé un significato particolare: manufatti ideati e realizzati a Crotone raggiungono uno degli appuntamenti più seguiti della cultura e dello spettacolo italiano. Il lavoro del laboratorio diventa così anche un’occasione di visibilità per il territorio dal quale nasce, mostrando la capacità dell’artigianato calabrese di confrontarsi con contesti di grande rilievo.

La serata di Cirò Marina ha dato spazio anche al rapporto positivo tra Michele Affidato e Domenico Maduli, imprenditore della comunicazione, editore e fondatore di LaC Network, anch’egli tra i premiati. Due esperienze diverse, accomunate dal legame con la Calabria e dalla volontà di contribuire alla sua crescita.

Premio Radici, Cirò Marina celebra la Calabria che costruisce futuro

Affidato attraverso l’arte orafa, Maduli attraverso l’informazione e la comunicazione rappresentano due modi di dare visibilità al talento e alle possibilità di questa regione. Il loro rapporto esprime il valore dell’incontro tra eccellenze: esperienze che si riconoscono e che, ciascuna nel proprio settore, portano il nome della Calabria al pubblico italiano e internazionale. Una vicinanza coerente con lo spirito del Premio Radici, nato per mettere in relazione persone e percorsi capaci di offrire un contributo alla propria terra.

Accanto alla figura di Michele, il riconoscimento ad Antonio Affidato ha valorizzato una nuova generazione che raccoglie un patrimonio di conoscenze e lo sviluppa attraverso una propria ricerca. Scultore, orafo e docente, Antonio approfondisce il rapporto tra oreficeria e scultura, lavorando sui materiali, sulle tecniche e sulle figure della tradizione magnogreca. Il suo percorso comprende esposizioni alla Pinacoteca civica di Reggio Calabria e al Museo archeologico nazionale di Crotone, nell’ambito del progetto artistico Rara Avis.

Tra le opere che rendono particolarmente evidente questo legame con il territorio figura la statua in bronzo di Hera Lacinia, inaugurata nel 2025 e collocata in piazza Berlinguer, sul lungomare di Crotone. Una scultura che riprende una figura centrale nella storia dell’antica Kroton e la restituisce allo spazio pubblico contemporaneo, avvicinando la memoria archeologica alla vita quotidiana della città.

Il premio ad Antonio riconosce dunque un cammino nel quale la continuità familiare si accompagna alla capacità di trovare un’espressione personale. Il lavoro condiviso con il padre nei premi e nelle creazioni orafe si affianca a una produzione scultorea che guarda alla storia del territorio per proporne nuove interpretazioni.

Promossa da Radici Internazionale, dalla sezione di Cirò Marina e da Veliero APS, con Francesca Gallello, il presidente cittadino Michele Sabato e la collaborazione di Secondo Carlino e Maria Sole Cavarretta, la manifestazione ha trovato nella presenza dei due artisti una testimonianza concreta del proprio messaggio.

Michele e Antonio Affidato raccontano una Calabria che custodisce competenze, le trasmette e le rinnova. Una terra dalla quale si può partire con le proprie opere, raggiungere pubblici lontani e continuare a creare. Il valore delle radici si misura anche in questa capacità: diventare conoscenza, lavoro e bellezza da condividere con il mondo.