VIDEO | Da oltre vent’anni l’associazione sostiene famiglie povere, migranti e persone in difficoltà. Cibo, vestiti e generi essenziali vengono distribuiti grazie a una rete di volontari e donatori: «C'è più gioia nel dare che nel ricevere, questo è il nostro compenso»
Tutti gli articoli di Storie
PHOTO
A Maropati, un piccolo comune della piana di Gioia Tauro, opera una realtà che è diventata un faro di speranza per gli ultimi: l’associazione “Il Cenacolo”. Fondata e guidata da Bartolo Mercuri, da oltre due decenni rappresenta un baluardo di solidarietà nel cuore della Calabria, dedicandosi instancabilmente al sostegno di chi vive ai margini della società.
Quella del cenacolo è una missione senza confini. Grazie al lavoro dei
volontari, l’associazione garantisce interventi concreti. Cibo, coperte,
vestiti, generi di prima necessità, vengono consegnati regolarmente per
fronteggiare le emergenze quotidiane. L’associazione è profondamente radicata nel tessuto sociale del territorio, sostenendo attivamente centinaia di famiglie povere locali, stranieri e migranti spesso costretti a vivere in condizioni di estrema precarietà.
Bartolo Mercuri: «Aiutiamo i bisognosi facendo la volontà di Dio»
Presidente e anima dell’associazione è Bartolo Mercuri. In una terra complessa come quella reggina, con perseveranza e amore si dedica al prossimo, dando dignità e conforto a chi sembra essere stato dimenticato da tutti. I braccianti stranieri lo chiamano affettuosamente "Papà Africa" per via della sua costante dedizione quotidiana nel dare voce agli "invisibili". Bartolo è sposato e padre di quattro figli, di cui uno, don Gaudioso Mercuri, ha seguito la vita sacerdotale. La sua esistenza è cambiata nel 1989, all’età di 33 anni, dopo un periodo di detenzione in carcere, dove ha vissuto una profonda conversione spirituale. Oggi, Bartolo, ha anche un rapporto diretto con il Vaticano. Giorno 9 settembre avrà un’udienza con il Santo Padre. Periodicamente, si reca a Roma a portare agrumi, arance e quant’altro, per i poveri, e questo suo gesto di solidarietà viene contraccambiato con carichi di viveri per i bisognosi della Piana.
«La mia conversione è avvenuta tanti anni fa. Il Signore mi ha fatto passare la sofferenza, per conoscerla, affinché possa aiutare quelli che la stanno attraversando – ha spiegato ai nostri microfoni Bartolo Mercuri -. Quando vedo una persona stare male, sto male io con lei. Quando ero giovane mi sentivo l'uomo più brutto del mondo, perché ero dentro il mondo. Il Signore ha avuto misericordia di me e mi ha guarito. Mi ha convertito, ha fatto prodigi, meraviglie nella mia vita. Ci usa affinché si compia la sua volontà.
In questa diocesi ci sono tante persone che hanno bisogno. Facendo la volontà di Dio, il nostro obiettivo è aiutare chi è in difficoltà, chi non ha nulla da mangiare. Assistiamo ucraini, rumeni, bulgari e tantissime famiglie italiane. Poi aiutiamo i ragazzi africani. Tutti i giorni con il mio furgone vado a portargli un po' di conforto, viveri, quello che la provvidenza del Signore ci manda».
Presso l’associazione ogni venerdì dalle ore 14:30 alle 18:00 vengono distribuiti i viveri, grazie anche alle donazioni di parrocchie, banco alimentare, negozi, singoli cittadini. I circa 30 volontari, ognuno con il proprio compito, preparano i pacchi e li consegnano agli assistiti che si recano con il modello Isee presso la sede dell’associazione a Maropati. «Facciamo il bene per i poveri – ci ha detto una volontaria -. Sappiamo che più diamo a Dio, più Dio dà a noi. C'è più gioia nel dare che nel ricevere, questo è il nostro compenso».


