“Ci ha messo il cuore Dio”

Nel dicembre del 2014 ci lasciava Mango, uno dei più grandi artisti italiani. Il ricordo struggente di Antonella Grippo, nel sesto anniversario della sua morte

di Antonella Grippo
6 dicembre 2020
09:10

La baia di Sapri è un luogo dello Spirito. Irriverente dei confini di spazio e tempo.Palude di imperdonabile bellezza. "Forse perché ci bastava arrivare fin qui, come onde di notte sulla spiaggia...".

Le stesse onde che consistono di sonorità migrate dai fondali di un'anima in falsetto. Mare di ogni dove e non più mio per tua dislocante poetica. Brezza scandita come danza da mani che accarezzano il vecchio pianoforte della casa di salsedine.

La longilinea e bionda adolescenza di mia sorella, in luogo di musa ispiratrice, trattiene tremori ed innocenze di un amore omesso.

Nonna Ernestina scioglie lacrime di marmo dentro la tua musica, e torna al suo vestito di chiffon, al suo antico vezzo di ragazza, viaggiando lungo rughe in controcanto. "Amore che non dai più sogni, amore che non dai". E torna l'uncinetto quieto.

La baia dista qualche miglio da Lagonegro, che capovolge d'un tratto geografie dal corpo di scogliera. Il giardino dei Mango, perimetro d'arte e di meridiani effluvi, è crocevia di sigarette abbreviate dalla nostra ingordigia giovanile, di caffè che incalzano insonnie discusse e vissute senza tregua. Portacenere sovraffolati da millimetri di fumo agonizzante osservano il transito di parole in ingorgo. Pronunciate in rapidissima sequenza. Si parla del mondo, del manufatto di un sogno, del fragore eversivo dell'Amore e della Musica.

A sud, più a sud del dorso occidentale di una stella.

E noi, sospesi tra flutti che indiziano il navigare di Ulisse ed il mistero accovacciato sul fondo degli occhi di Monnalisa. Proprio lì originano le canzoni. Armando fuma più di tutti e cerca soluzioni mai scontate: scova sedimenti di sapienza e scintille di memoria, in complicità con il fratello Pino che è talento ipnotico.

"Ci ha messo il cuore Dio."

Claudia diffida del suo essere splendida. Per questo veste organza e specchi d'aria.

Antonella canta con voce roca le impazienze della sua generazione. Non dice di futuri giornalismi. Mamma Filomena Mango, avvolta in uno scialle che ne tutela le malinconie, sorveglia i ragazzi che, intanto, espongono i loro volti al vento del disgelo. Come Nietzsche. Non si tratta di liberarsi dal dionisiaco, ma, semmai, di liberare il dionisiaco. La vita grondante dolori, spasmi, gioia. Sentimento. L'Arte dischiude, così, l'adesione al mondo.

Poi, all'alba, si torna a casa. Verso Sapri. Claudia e Antonella in macchina, sulla strada le cui curve disvelano con snervante parsimonia la feroce, irrisolta bellezza del loro mare, suonano pensieri d'arpa e violoncello. Al bivio, nostro padre. Al bivio del suo letto d'ospedale. Ci chiede degli amici artisti, è curioso: vuole conoscerli. Uno dei suoi ultimi viaggi lo farà proprio alla volta di Lagonegro. A sorreggere il suo passo incerto, un bastone. Di lì a poco partirà per una destinazione sconosciuta. Lo stesso territorio silente in cui è approdato Pino, a bordo di una canzone interrotta.

Una regione senza sole o lune gravide di luce planante. "Privilegio dei morti quello di non più morire."

Sono le otto del mattino di un altro inverno. Oggi piove lieve sulla baia. Piovono estati mai andate e cieli avari sulle mie darsene taciute. Piove sole e menta sul cuore acceso di una sigaretta. E organza dagli specchi.

Giornalista
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