Il caso

«In Calabria urge la nomina del garante Infanzia e Adolescenza»: l’appello della Fondazione Migrantes

Nella nota dell'associazione si legge: «Una figura di cui nessun territorio regionale dovrebbe esserne sprovvisto, specialmente in un momento storico come quello che stiamo vivendo e dal quale a fatica stiamo cercando di risollevarci»

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1 ottobre 2022
23:00

Non è passato inosservato come, in questi ultimi anni, la situazione dei minori si sia modificata a causa della pandemia e di come le conseguenze di natura sanitaria, sociale, educativa rappresentino una vera e propria emergenza, ancor più per tutti i bambini e bambine e adolescenti che già versavano in una condizione di svantaggio. Si legge in una nota a firma Pino Fabiano, della fondazione Migrantes Calabria.

Nel 2004, in Calabria con la legge regionale 12 novembre 2004, n. 28, è stata istituita la figura del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, un’autorità indipendente di garanzia che ha il compito di garantire il pieno rispetto e l’attuazione dei diritti dei soggetti minori d’età che la Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre del 1989 riconosce all’infanzia e all’adolescenza. Un punto di riferimento fondamentale, dunque, per la garanzia di tutti i soggetti minori d’età, tenuto a svolgere il proprio mandato di tutela «in piena autonomia, con indipendenza di giudizio e valutazione, senza vincoli di controllo gerarchico e funzionale», continua la nota.


Tra le principali funzioni del Garante previste dall’art. 2 della L.R. n.28/2004:

  1. promuovere, in collaborazione con gli Enti competenti e con le organizzazioni del privato sociale, iniziative per la tutela dei diritti dei Minori in particolar modo con riferimento al fenomeno della dispersione scolastica e del lavoro Minorile;
  2. vigilare sull’assistenza prestata ai Minori ricoverati in Istituti educativi-assistenziali, in strutture residenziali o comunque in ambienti esterni alla propria famiglia, anche in ordine allo svolgimento dei poteri di vigilanza e controllo di cui all’art. 2 della legge n. 698/1975 che vengono delegati ai Comuni che possono esercitarli tramite le Unità locali socio-sanitarie; segnala alle competenti Amministrazioni Pubbliche fattori di rischio o di danno derivanti ai Minori a causa di situazioni ambientali carenti o inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario, abitativo, urbanistico;
  3. verificare le condizioni e gli interventi volti all’accoglienza ed all’inserimento del Minore straniero non accompagnato;
  4. fornire ogni sostegno tecnico e legale agli operatori dei servizi sociali e proporre alla Giunta Regionale lo svolgimento di attività di formazione;
  5. istituire un elenco al quale può attingere anche il giudice competente per la nomina di tutori o curatori;
  6. assicurare la consulenza ed il sostegno ai tutori o curatori nominati;

e tanto altro ancora.

Una figura, quella del Garante Regionale, di cui nessun territorio regionale dovrebbe esserne sprovvisto, specialmente in un momento storico come quello che stiamo vivendo e dal quale a fatica stiamo cercando di risollevarci. Eppure, in Calabria è da giugno 2020 che la figura del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza è praticamente scomparsa dal panorama politico regionale, gli indirizzi e-mail istituzionali sono stati completamente disabilitati e l’Ufficio di fatto non si è più costituito, in quanto viene nominato dal Consiglio regionale per un mandato legato alla durata della legislatura, e non vi è modo di prorogarne il mandato fino alla nomina del nuovo. Si legge ancora nella nota.

Tante le opportunità in sospeso o vanificate da questa mancanza, dalla presa in carico di interventi a favore dei minori, all’attuazione di convenzioni con le aziende ospedaliere per le cure dei soggetti minori di età che vivono in comunità o in case di accoglienza, italiani e non, alla promozione di programmi ed azioni di sensibilizzazione e formazione circa le problematiche inerenti l’infanzia e l’adolescenza, formulazione di proposte su atti normativi e di indirizzo riguardanti l’Infanzia, l’Adolescenza e la famiglia, di competenza della Regione, delle Province e dei Comuni… tutte attività che dovrebbero mettere al centro la persona di minore età e che invece sono rimaste praticamente “congelate” al 2020.

Una vacatio che dunque blocca procedure e interventi in favore dei minori in generale ed in particolare di quella parte di popolazione ancora più vulnerabile rappresentata dai  Minori Stranieri non Accompagnati. Rispetto a questi ultimi, gli Enti formatori, Fondazione Città Solidale Onlus, Ufficio Migrantes di Cosenza, Cidis Onlus di Cassano allo Ionio, in collaborazione con l’Istituto don Calabria di Verona, nell’ambito del progetto FAMI Monitoraggio della Tutela Volontaria ai sensi dell’art.11, della Legge 47/2017, nel biennio 2020-2021, e nell’anno in corso, nell’ambito del progetto Tutori Never Alone FVG-CALABRIA, all’interno dell’iniziativa, “Never Alone per un domani possibile”, atto a rafforzare e supportare il sistema di Tutela Volontaria dei minori stranieri non accompagnati, che ha visto allargare il partenariato anche ad Arci Reggio Calabria Aps, garantiscono interventi sia individuali che di gruppo ai Tutori Volontari presenti sul territorio regionale, provvedendo a realizzare corsi di formazione per aspiranti Tutori Volontari, mediante un accordo siglato con l’Ufficio dell’Autorità Garante Nazionale, che ha già sollecitato una nomina a livello regionale.

Per tutto quanto espresso sopra, la manifestazione di una volontà congiunta, un’unica voce, alla quale si unisce anche l’Ufficio Migrantes Regionale, rispetto alla richiesta di una nuova nomina, che non può essere più procrastinata a data da definirsi. Chiediamo che sia sanata questa inadempienza e che sia nominato con urgenza il Garante per l’Infanzia e dell’Adolescenza della Calabria.

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