Vaccini in Calabria, Fratelli d'Italia: «Basta ritardi e inefficienze»

Dopo l'arrivo del team mandato dal commissario all'emergenza Figliuolo, i rappresentanti regionali del partito di Giorgia Meloni chiedono sia fatta chiarezza su organizzazione, dosi disponibili e prenotazioni

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di Redazione
16 marzo 2021
11:30

«I ritardi e le inefficienze che continuano ad emergere rispetto alla campagna vaccinale in Calabria» preoccupano il coordinamento regionale di Fratelli d’Italia, che ne ha discusso nel corso di una riunione ieri sera.

I rappresentanti di Fratelli d’Italia «condividono - è scritto in una nota - il sentimento di apprensione espresso dal nuovo commissario nazionale per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo - una nomina accolta con particolare favore anche alla luce della gestione disastrosa del suo predecessore Arcuri - e per questo chiedono allo stesso delegato del Governo e al commissario alla Sanità Guido Longo di fare chiarezza innanzitutto sulla effettiva disponibilità di dosi di vaccino per la Calabria, che sembra essere il principale nodo di criticità, ma anche sullo stato di attuazione del piano delle vaccinazioni».


Fratelli d’Italia chiede inoltre di «conoscere al più presto le soluzioni che la task force inviata in Calabria dal generale Figliuolo ritiene di adottare per evitare che la regione continui a rimanere tra le ultime in Italia per dosi somministrate, restituendo un’immagine di disorganizzazione e di inadeguatezza gestionale» e, all’Ufficio del commissario e alle strutture della Regione Calabria, «massima chiarezza sui tempi di attivazione della piattaforma informatica di prenotazione, sulla realizzazione dei punti vaccinali sul territorio, sul pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale, sul rispetto dei criteri di priorità della popolazione da vaccinare, sulla predisposizione di liste di riserva per evitare il rischio dello spreco di dosi e garantire una distribuzione equa e trasparente».

«Dare alla Calabria una governance efficiente del piano vaccinale è indispensabile non solo per garantire ai cittadini il diritto alla salute ed evitare il collasso delle strutture ospedaliere, ma anche - è la conclusione - per assicurare, attraverso la più ampia immunizzazione della popolazione, la ripresa di un sistema economico messo in ginocchio dagli effetti dell’emergenza sanitaria».

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