A controllare le performance del Consiglio regionale c’è una dipendente della… Giunta

Secondo il regolamento l'Organismo indipendente di valutazione deve essere composto da tre componenti esterni alla Regione. Ma da giugno fa parte della triade una funzionaria interna, fedelissima di Domenico Tallini

 

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di Camillo Giuliani
9 gennaio 2021
16:32

Quis custodiet ipsos custodes? La domanda – traducibile dal latino come «chi controllerà i controllori stessi?» - resa celebre quasi duemila anni fa da Giovenale in una delle sue satire è tornata in auge negli ultimi anni grazie al fumetto (divenuto anche un film e una serie tv) Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons in tutto il mondo. Tranne, sembrerebbe, alla Regione Calabria, dove come esterno chiamato a controllare l'operato dei dipendenti si nomina... un interno.

La regola dei tre esterni

È successo pochi mesi fa, quando l'Oiv (Organismo indipendente di valutazione) del Consiglio regionale si è ritrovato a ridosso dell'estate privo di una dei suoi tre membri, selezionati nel 2019 per il successivo triennio, dopo le dimissioni di Concettina Siciliano. C'era necessità di sostituirla, rispettando se possibile anche il principo dell'equilibrio di genere (quindi con un'altra donna) così come dispone il disciplinare che regola il funzionamento dello stesso Oiv, approvato proprio a maggio del 2019.
Il documento in questione stabilisce diverse regole sul da farsi, in primis quella secondo cui «l'Oiv è composto da tre componenti esterni all'amministrazione regionale». E su chi è ricaduta la scelta come rimpiazzo della dimissionaria? Su una dipendente full time a tempo indeterminato della Giunta, in servizio – recita il suo curriculum - alla Regione da una quindicina di anni: Alessandra Magro.


Alta fedeltà

La nomina è arrivata dall'Ufficio di Presidenza dello stesso Consiglio, all'epoca ancora guidato dal sempre prodigo verso i suoi fedelissimi Domenico Tallini. Uno che conosce più che bene Magro: la funzionaria regionale è stata candidata (non eletta) di recente al comune di Catanzaro in una lista di chiara ispirazione talliniana, con l'ex presidente del Consiglio regionale che puntava su di lei anche per la poltrona di assessore alla Cultura in municipio. Un legame, quello di Magro, col partito di Berlusconi e il suo leader locale testimoniato anche dall'essere stata componente della Commissione Pari Opportunità al Comune di Catanzaro in quota FI, responsabile provinciale del Dipartimento “Diritti umani e libertà civili” di Forza Italia e presidente, ai tempi del referendum costituzionale voluto da Renzi a fine 2016, del “Primo comitato per il No di Forza Italia Catanzaro”. Ma, soprattutto, certificato dai suoi trascorsi come capo della struttura speciale di Tallini nella scorsa consiliatura, un incarico a metà strada tra il politico e l'amministrativo che fa il paio con quello, assegnato su proposta proprio di Tallini quando era tra gli assessori di Peppe Scopelliti, di membro del Cug (Comitato unico di garanzia) per le pari opportunità dell'esecutivo regionale.

Due Regioni in una

Com'è stato possibile per una dipendente della Giunta ritrovarsi a esercitare controlli sul personale del Consiglio, organismo che peraltro tra le sue funzioni ha proprio quella di verificare la correttezza dell'operato della Giunta? Dal punto di vista tecnico, grazie a un singolare aspetto dell'avviso pubblico del 2019 con cui selezionare i componenti dell'Oiv.
Il documento, infatti, elencava tra i requisiti fondamentali dei candidati per partecipare il «non essere dipendente del Consiglio regionale della Calabria», come se quest'ultimo non avesse nulla a che vedere con l'amministrazione regionale. Quella cioè di cui non bisogna far parte per poter entrare nell'Oiv, secondo il disciplinare che ne stabilisce il funzionamento.
Nonostante lo Statuto della Regione (Titolo III, Articolo 14) spieghi che gli organi che la compongono sono Consiglio, Giunta e rispettivi presidenti (con relativo Ufficio di presidenza) i primi due vengono ritenuti due enti senza nulla in comune tra loro. A quel punto anche le cariche ricoperte in FI nei tre anni precedenti all'avviso pubblico da Magro, che pure potevano essere un altro ostacolo alla nomina, devono essere sembrate quisquilie prive di rilievo.

In e out

L'incarico (da 1600 euro lordi al mese) nell'Oiv del Consiglio alla funzionaria di Schrödinger – alla stregua del gatto del paradosso inventato dal fisico austriaco può essere contemporaneamente interna ed esterna alla Regione – è quindi illegittimo? Il dubbio resta, ad altri il compito di stabilirne la fondatezza. Certo è che se Magro dovesse perdere il posto da controllore avrà comunque di che consolarsi: oltre allo stipendio base da funzionaria potrà ancora contare sugli extra che incassa come posizione organizzativa di II fascia nel Dipartimento "Organizzazione e Risorse Umane" e sui quasi 24mila euro che le spettano fino a ottobre del 2021 grazie a un altro incarico regionale, quello di consulente per il Formez nel progetto Ripam.

giuliani@lactv.it

 

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