E’ morta Marta Petrusewicz e ne piangono la scomparsa il mondo intellettuale, universitario e politico. Intellettuale rigorosa e una militante della conoscenza, docente all’Unical e negli Stati Uniti (a Princeton e alla City University of New York). Storica di formazione e di vocazione, ha attraversato mondi diversi l’accademia, la ricerca, l’amministrazione pubblica, il dibattito politico senza mai rinunciare a uno sguardo critico e indipendente. Ha posto al centro i rapporti di potere, le fratture sociali e le disuguaglianze strutturali.

Nata in Polonia, a Varsavia nel 1948, da giovane si trasferì in italia esiliata. Nei suoi studi sul Mezzogiorno cuore pulsante della sua ricerca sulla questione sociale e sulle periferie della modernità europea, ha sistematicamente rifiutato letture folkloristiche o consolatorie, restituendo complessità, conflitto e storia a territori meridionali troppo spesso caricaturizzati e semplificati. La sua ricerca non è mai stata neutra: era attraversata da una precisa responsabilità politica, intesa come fedeltà ai fatti e attenzione alle vite concrete di quelle realtà.

Nel suo percorso umano e intellettuale, Franco Piperno ha rappresentato una presenza fondamentale. Il loro rapporto è stato un luogo di dialogo continuo, mai pacificato, attraversato dalla comune esperienza di una generazione segnata dalle speranze radicali degli anni Sessanta e Settanta e dalla violenza della repressione successiva.

Assessore e vicesindaca di Rende nel recente passato, ha vissuto l’attività amministrativa come parte integrante del proprio impegno culturale e politico. Nel ruolo di assessora alla cultura ha rifiutato una gestione ornamentale delle politiche culturali, lavorando invece per renderle accessibili, radicate nei territori e orientate al bene pubblico. Anche nelle istituzioni ha mantenuto uno sguardo critico e indipendente, concependo l’amministrazione non come fine ma come strumento, consapevole dei suoi limiti e delle sue contraddizioni.