Crisi in Comune

Caso Reggio, la sfida dei partiti del centrodestra: «Dimissioni in blocco e ritorno al voto»

Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Coraggio Italia e Reggio attiva con una nota congiunta chiedono agli eletti un «doveroso atto di responsabilità e di amore verso la città». Maggioranza con il cerino in mano in attesa della interpartitica decisiva (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Claudio Labate
29 novembre 2021
07:13
Palazzo San Giorgio
Palazzo San Giorgio

«Non commentiamo provvedimenti giudiziari e, soprattutto, non festeggiamo per condanne altrui. I partiti del Centrodestra non intendono essere complici di un disastro annunciato. Pertanto chiediamo ai nostri eletti di presentare contestualmente formali dimissioni presso un notaio, che avrà il compito in tal caso di consegnarle al segretario generale di Palazzo San Giorgio. È un doveroso atto di responsabilità e di amore verso la Città, che siamo certi arriverà da ogni lista».

Così Forza Italia, Lega, Fratelli D’italia, Coraggio Italia e Reggio Attiva smuovono la palude di Palazzo San Giorgio. Con un comunicato congiunto, con il quale i partiti del centrodestra escono dalle ambiguità, si ricompattano e fanno la prima mossa mettendo la maggioranza davanti ad un bivio. «È l’unica soluzione», scrivono in una lunga nota che analizza in maniera critica l’attuale momento attraversato da Palazzo di città.


Certo, quel «chiediamo» e quel «siamo certi arriverà da ogni lista» sembra essere un’esortazione piuttosto che una formula definitiva. D’altra parte proprio sul punto dimissioni c’era stata la prima incomprensione nel centrodestra, con alcune prese di posizione da parte degli esponenti della Lega, con Minicuci in testa. Ma adesso sono i partiti a prendere in mano la situazione, ricompattandosi sull’opzione notaio. Più una mossa strategica, insomma, per mettere pressione sugli avversari politici.

Questa sera la maggioranza sarà impegnata in una interpartitica che si annuncia complicata, anche se nelle ultime ore il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti si è mostrato possibilista su una risoluzione della crisi che accontenti tutti nel bene supremo della città. Ma è certo che adesso il cerino in mano è rimasto proprio alla maggioranza che dovrà arginare eventuali fughe in avanti o distinguo rispetto alla linea fin qui assunta. Alle opposizioni – oltre al centrodestra si sono dichiarati pronti a farlo Saverio Pazzano e Filomena Iatì – servono comunque altri cinque consiglieri disposti a rassegnare dimissioni contestuali.

È chiaro che dall’operazione di ricucitura in corso qualcuno rimarrà scontento nella maggioranza, e proprio la presa di posizione del centrodestra alla vigilia dell’interpartitica potrebbe stuzzicare più di qualcuno.  

Centrodestra: «Nulla da festeggiare ma il problema non è la Severino»

«Conosciamo il valore irrinunciabile della presunzione di innocenza. Rimaniamo garantisti anche quando le sentenze riguardano gli avversari politici. Del resto, non c’è nulla da festeggiare, perché dal caso “Miramare” e dalle altre vicende in cui è coinvolta la maggioranza ad uscirne veramente sconfitti sono i cittadini, l’immagine di Reggio e l’andamento della cosa pubblica».

Il centrodestra si dice consapevole dei rischi quotidiani che corre chi amministra - i sindaci in particolare -, anche a causa di una legge, la Severino appunto, che «di certo è da rivedere il prima possibile; malgrado ciò, va rispettata finché tale sarà».

Ma l’opposizione di Palazzo San Giorgio avverte: «il problema di Reggio Calabria e della sua amministrazione non è la Severino in sé, né l’abuso d’ufficio contestato a mezza squadra Falcomatà, è piuttosto la mancanza di agibilità politica, nonché le condizioni pessime in cui versa ogni settore dell’Amministrazione comunale. Ecco perché ci saremmo aspettati le dimissioni del sindaco (anche prima della sentenza) e ancor di più di coloro rimasti a comporre la maggioranza».

Centrodestra: «Venuti meno i valori della morale politica»

Il giudizio del centrodestra, si trasforma in condanna, ed è lapidario non solo verso il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà ma anche verso l’intera maggioranza, ai quali «sono venuti meno i valori propri della morale politica». L’opposizione rimprovera al primo cittadino l’atteggiamento «di convenienza» nei confronti del vicesindaco Tonino Perna, definendo «inquietanti» le sue affermazioni su Falcomatà, tanto sull’aspetto personale quanto politico.

Ma no solo. Perché se Perna avrebbe dovuto rassegnare prima le sue dimissioni, «proprio perché complice di questo disastro», il centrodestra si dice convinto che il sindaco abbia «politicamente mentito a ripetizione» ai suoi, motivo per cui è stato «scaricato» anche dai vertici nazionali del Pd, «Boccia-to, perché indifendibile sotto ogni piano. Lo sanno anche a Roma che quella di Reggio è una Maggioranza già minata da lotte fratricide, e su cui pende pure la spada di Damocle dell’inchiesta sui brogli elettorali».

Centrodestra: «Dimissioni collettive e voto»

L’opinione del centrodestra è che Reggio Calabria è allo sbando totale e di questo passo non può che peggiorare: «Non ci sono i requisiti minimi di agibilità politica, non si può pensare di “andare avanti”, concetto invece più volte ribadito dal sindaco, nelle attuali condizioni politiche e soprattutto pubbliche. Serve una presa di coscienza che manca solo alla Maggioranza, e che invece i cittadini hanno assunto ormai da un pezzo e che adesso il Centrodestra intende rendere concreta: dimissioni collettive e ritorno al voto a stretto giro. Non c’è altro modo per dare uno scossone e nuova prospettiva».

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