Catanzaro, clima rovente in Consiglio e Abramo annuncia: «Alle Regionali non voterò un candidato di un’altra città»

L'odierna seduta del civico consesso è stata caratterizzata da una serie di scontri dialettici in Aula malgrado il cordoglio per la scomparsa dell'arcivescovo emerito Antonio Cantisani e il benvenuto ai nuovi arrivati Altomare e Ciciarello

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di Danilo Colacino
1 luglio 2021
21:42

Importante dichiarazione del sindaco del capoluogo Sergio Abramo, che nell’odierna seduta del civico consesso ha spiegato: «Da primo cittadino catanzarese, mai voterei un candidato di un'altra città. Ecco perché, neanche se mi offrissero di fare il Capo dello Stato, lo appoggerei. Detto questo, ricordo che in vita mia mai sono scappato o ho avuto paura di qualcuno o qualcosa. A chi mi incalza (il capogruppo di Fare per Catanzaro, Sergio Costanzo, nell’occasione ndr) sull'essermi sottratto alla costituzione di parte civile su Multopoli (in cui lo stesso sindaco è stato imputato, ndr), rispondo che sarei pronto a farlo domattina».

Ma mentre parlava, non gradendo una battuta (fuori microfono) di Emanuela Costanzo, Abramo, piccato, ha abbandonato l’Aula. Questo il dato saliente del Consiglio che è stato incentrato pure sulla mozione di sfiducia nei confronti del presidente dell’assemblea Marco Polimeni. Un atto ancora non formalizzato che però continua a tenere banco e infiammare il dibattito, in attesa di capire se e quando produrrà degli effetti concreti. Aspetto su cui non manca lo scetticismo.


I lavori erano tuttavia iniziati, senza divisioni o polemiche di sorta, con un minuto di raccoglimento in memoria dell’arcivescovo emerito del capoluogo, da circa 18 anni, Antonio Cantisani che il sindaco Sergio Abramo ha inteso onorare con una giornata di lutto cittadino fissata per domani. Ma le polveri si sono come premesso subito infuocate con la discussione sul punto relativo ai rilievi della Corte dei Conti (il riferimento è alla deliberazione 71 del 2021). Prima, però, è stato il momento dell’ufficializzazione della surroga (votata positivamente all’unanimità) dei componenti del civico consesso Filippo Mancuso (dimessosi dalla carica) a cui è subentrata Anna Altomare (la quale ha precisato come lo stesso Mancuso sia il suo riferimento politico) e del collega Rosario Lostumbo (per la cooptazione in Giunta), il quale è stato sostituito da Emanuele Ciciarello, peraltro figlio di Rolando che lo ha preceduto nello svolgimento dello stesso mandato, il quale ha invece ringraziato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Mimmo Tallini, per l’opportunità avuta alle scorse elezioni.

Ma a seguire, come premesso, ecco che l’assise ha fatto registrare un clima rovente, forse persino più della canicola esterna. Comunque sia, Abramo - in qualità di titolare della delega al Bilancio - è pure intervenuto sulle misure adottate dall’ente in merito alla citata deliberazione in cui l’organo giudiziario-contabile competente aveva mosso pesanti rilievi al Comune in ordine agli squilibri economici che «rendevano ineludibili - ad avviso della medesima Corte - degli interventi correttivi». Tutto ciò a causa di irregolarità riscontrate riguardo ai rendiconti del 2015, 2016 e 2017, con il conseguente ammonimento a eliminarle, pena il blocco di una parte della spesa. Un aspetto messo in luce con toni aspri durante il dibattito, in particolare dal leader di FpC Sergio Costanzo. Che poi ha incentrato la sua attenzione sull’ormai arcinota questione della sfiducia a Polimeni Jr a cui ha chiesto se faceva parte della società editrice della trasmissione del padre, il popolare conduttore televisivo Lino, da cui il consiglio comunale è stato pesantemente attaccato e se la medesima azienda ha riscosso fondi pubblici da Palazzo De Nobili o da altri enti quando lui era in carica. Sul punto, però, il giovane presidente Marco si è riservato una risposta scritta che sarà fornita a breve.

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