La Meloni vuole azzerare Fi: dopo le europee un nuovo partito con tanti big calabresi

L'idea è di un movimento sovranista che possa governare il Paese e le Regioni solo con la Lega di Salvini. In Consiglio regionale tanti gli interessati: da Ennio Morrone al gruppo dei Moderati per la Calabria di Neri, Scalzo e Sergio. A Reggio intanto si costituisce il gruppo Fdi in Consiglio comunale

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di Riccardo Tripepi
6 febbraio 2019
18:06

Giorgia Meloni fa sul serio e il suo progetto politico continua a raccogliere adesioni in Italia e in Calabria. L’obiettivo della pasionaria è chiaro ed è stato esposto a settembre dal palco di Atreju e nei giorni scorsi con diverse interviste rilasciate ai quotidiani nazionali: far nascere un nuovo soggetto politico che diventi la seconda gamba del centrodestra.


Meloni, adesso, vuole accelerare perché è convinta, sondaggi alla mano, di poter raccogliere alle prossime elezioni europee più consensi di Forza Italia, grazie alla convergenza in lista dei movimenti legati a Giovanni Toti, Nello Musumeci e Raffaele Fitto. Una federazione che sta portando avanti, senza sosta, una campagna acquisti su ogni territorio e che erode consensi soprattutto al partito di Silvio Berlusconi.


Dopo le elezioni, se i risultati dovessero essere quelli che la Meloni si aspetta, si darebbe il via ad un nuovo partito “sovranista e conservatore” anche con un nuovo simbolo e con eventuali primarie per la scelta della leadership
.

Nell’idea dei big della federazione sarebbe una forza in grado di governare il Paese con la Lega di Salvini e senza la necessità dell’apporto di una Forza Italia ridotta ai minimi termini dal punto di vista dei voti raccolti alle urne.


Uno scenario che non dispiacerebbe neanche a Matteo Salvini che potrebbe così liberarsi dall’abbraccio forzato con i Cinque Stelle e che potrebbe poi ripetersi anche per le competizioni elettorali regionali. Non a caso i tavoli del centrodestra, così come tradizionalmente composto, sono stati sospesi in attesa dei risultati delle europee.


Anche in Calabria è andata così e, non a caso, la candidatura di Mario Occhiuto, indicata dal coordinamento regionale di Forza Italia, può considerarsi al momento una mera indicazione.


E che le grandi manovre nel centrodestra siano cominciate lo si sente a tutti i livelli, a partire dal Consiglio regionale dove Giorgia Meloni potrebbe fare ulteriori colpacci. Dopo aver strappato agli azzurri i consiglieri regionali Fausto Orsomarso e Alessandro Nicolò, adesso potrebbe ripetersi con altri e importanti rappresentanti di destra e di sinistra. Quasi certo l’acquisto di Ennio Morrone, in quota Raffaele Fitto, che proprio nelle scorse ore ha formalizzato l’abbandono dal gruppo di Forza Italia per aderire al Misto. Anche se alle prossime regionali il candidato non dovrebbe essere più lui, ma il figlio Luca.


Ma a guardare al movimento di Raffaele Fitto e, quindi all’aggregazione sovranista immaginata dalla Meloni, ci sono anche i tre consiglieri ancora in maggioranza
che hanno nei mesi scorsi formati il gruppo “Moderati per la Calabria”, assumendo una posizione critica nei confronti della giunta guidata da Mario Oliverio. Si tratta dei consiglieri Giuseppe Neri, Antonio Scalzo e Franco Sergio.


Anche sui territori, poi, si registrano nuove adesioni e sommovimenti. A Reggio Calabria, dopo la nomina a commissario provinciale di Alessandro Nicolò si è registrato il passaggio a Fdi di 60 amministratori locali e, soprattutto, la formazione del gruppo consiliare al Comune di Reggio. A Massimo Ripepi si sono aggiunti due fedelissimi del consigliere regionale e cioè Luigi Dattola e Antonio Pizzimenti che ha assunto anche il ruolo di capogruppo.


Una prospettiva da incubo per Forza Italia e Silvio Berlusconi che, non a caso, ha scelto di candidarsi in prima persona alle europee per provare a limitare i danni. Un risultato negativo potrebbe voler dire l’azzeramento per il partito.

 

Riccardo Tripepi

Giornalista
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