Nel centrodestra Fdi supera Fi e Toti secondo il Cav non va oltre il 2%

Un nuovo sondaggio Swg conferma il trend di crescita del fronte sovranista di Salvini e Meloni che vogliono far fuori Silvio Berlusconi alle prese con la scissione di Toti. Il governatore della Liguria però peserebbe appena due punti percentuali secondo le stime del Cavaliere

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di Riccardo Tripepi
30 luglio 2019
17:44
Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi
Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

Il cantiere del centrodestra, in pieno fermento, è al momento alle prese con il pallottoliere. È di qualche ora fa il nuovo sondaggio Swg, pubblicato da La Repubblica, che vede confermarsi un trend che sembra ormai radicato e si perpetua di mese in mese.

La Lega si conferma primo partito e aumenta dello 0,2%, nonostante gli scandali russi, così come conferma la propria crescita il partito di Giovanna Meloni. Fdi, aumenta dello 0,3% rispetto all’ultima rilevazione e arriva al 6,6% effettuando il clamoroso sorpasso ai danni della Forza Italia di Silvio Berlusconi ferma che perde lo 0,1% e si attesta al 6,5%.

Ovviamente non cambia nulla nella sostanza, ma anche uno 0,1% in questa fase costituisce un limite da soglia psicologica e potrebbe ancora di più indebolire il morente regno del Cavaliere alle prese con un’altra possibile scissione.

Dentro Fi, infatti, il pallottoliere viene utilizzato non solo per misurare i rapporti di forza con gli alleati, o ex alleati, ma anche per pesare una possibile fuoriuscita di Giovanni Toti e dei suoi fedelissimi. In attesa del tavolo delle regole di giovedì, il governatore della Liguria ha ribadito che «senza un effettivo cambiamento il mio ruolo di coordinatore non avrebbe alcun senso».

 

Eppure i consigliori di Berlusconi gli fanno notare che, al momento, Toti non avrebbe i numeri per formare gruppi parlamentari autonomi e secondo alcuni sondaggi interni, un suo eventuale movimento non supererebbe il 2%.

Numeri in libertà insomma. Anche se uno scenario sembra definirsi, a prescindere dalle grandezze specifiche. Pur se Toti dovesse pesare solo per il 2%, sarebbe un 2% sottratto a Fi che andrebbe ancora di più in difficoltà, ma anche un 2% in più da consegnare al fronte sovranista di Lega e Fdi che sembrano avere le potenzialità per poter provare a governare da soli.

Un quadro che, ovviamente, potrebbe ripetersi anche a livello locale e specialmente in vista delle regionali. In Calabria, dunque, la discussione sulle alleanze e sul nome del candidato governatore per lo schieramento di centrodestra è quanto mai aperta. E con tutta probabilità sarà determinata a Roma con un occhio attento anche alle prossime politiche che qualcuno ipotizza possano svolgersi anche in concomitanza alle regionali, specialmente se queste ultime dovessero svolgersi alla fine dei gennaio o ai primi di febbraio.

 

Riccardo Tripepi

Giornalista
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