Incompiute

«Che fine hanno fatto i nuovi ospedali?», il centrosinistra interroga Occhiuto sui ritardi decennali

Bruni (Misto), Irto (Pd) e Tavernise (M5s) chiedono al presidente della Regione e anche commissario alla sanità «il dettagliato programma dei lavori» di costruzione delle strutture della Sibaritide, di Vibo Valentia, della Piana di Gioia Tauro e di Catanzaro

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di Redazione
19 gennaio 2022
21:40
Il cantiere del nuovo ospedale della Piana
Il cantiere del nuovo ospedale della Piana

A che punto è l’iter per la costruzione degli ospedali? Se lo domandano in tanti in Calabria e se lo domanda anche il centrosinistra che ha rivolto al commissario della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, una interrogazione facendo il punto della situazione – molto complicata – rispetto a strutture pensate sul finire del 2007 e non ancora realizzate.

I nuovi ospedali in Calabria

L’interrogazione, a firma di Amalia Bruni, alla guida del “Misto”, del capogruppo del Pd Nicola Irto, e del capogruppo del Movimento 5 stelle, Davide Tavernise, riavvolge il nastro dell’iter in questione che prende le mosse il 6 dicembre del 2007, quando è stato stipulato un protocollo d’intesa tra il Ministero della Salute e la Regione Calabria per la realizzazione di quattro nuovi ospedali: Sibaritide, Vibo Valentia, Piana di Gioia Tauro e Catanzaro.


Una settimana dopo – ricordano i tre esponenti del centrosinistra - di concerto con il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Calabria viene sottoscritto l’accordo di programma integrativo 2007 per il settore degli investimenti sanitari per la realizzazione dei quattro nuovi ospedali, per un importo complessivo di Euro 285.589.141,17 tra risorse statali e regionali. Nel dettaglio le risorse stanziate prevedono per il nuovo Ospedale della Sibaritide 77 milioni di euro; per il complesso ospedaliero di Catanzaro 99 milioni; per il nuovo Ospedale di Vibo Valentia 43.589.141,77 e per il nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro 66 milioni di euro.

L’iter prosegue e il 21 dicembre 2007 – si legge nell’interrogazione - il presidente del Consiglio dei Ministri, nomina Vincenzo Spaziante quale commissario delegato per la gestione della situazione emergenziale in Calabria inclusa la realizzazione dei quattro nuovi ospedali. Solo il 3 aprile del 2008, il commissario approvava il programma per la realizzazione dei nosocomi. Intanto però, dalla fine del 2009 cambia il commissario, individuato nel presidente pro tempore della Giunta regionale. Così, Agazio Loiero nel 2010 ha approvato con prescrizioni i progetti preliminari di tre dei quattro ospedali, precisamente quelli di Vibo Valentia, Piana di Gioia Tauro, e Sibaritide. A Loiero, da luglio 2010 subentra Giuseppe Scopelliti, commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore Sanitario. Nello stesso anno Scopelliti e il presidente della Giunta regionale della Lombardia, Roberto Formigoni hanno sottoscritto un protocollo d’Intesa per la realizzazione degli Ospedali di Vibo Valentia, Sibaritide e Piana di Gioia Tauro.

«In forza del suddetto protocollo la Regione Lombardia, tramite Infrastrutture Lombarde S.p.a. si è impegnata a prestare in favore del commissario delegato per l’emergenza socio- economica-sanitaria della Regione Calabria, attività di supporto alla Stazione Unica appaltante ed al Responsabile unico del procedimento. Nel 2014 dopo una lunga e travagliata procedura concorsuale la Regione Calabria affida alla Tecnis S.p.a. di Catania due appalti: quello del nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro che prevede 314 posti letto e 38 posti letto tecnici per un totale di 352 posti letto con un impegno finanziario di spesa pari a euro 150.133.542,61; e quello del nuovo ospedale della Sibaritide che prevede una dotazione di 330 posti letto  e 46 posti letto tecnici per un totale di 376 posti letto, con un impegno economico di Euro 143.921.997,42. Mentre, all’Impresa Guerrato di Ravenna viene affidata la costruzione del Nuovo ospedale di Vibo Valentia con una dotazione di 287 posti letto  e 52 posti letto tecnici per un totale di 339 posti letto per un impegno finanziario di spesa pari a 143.965.197,29 euro».

Nell'accordo di programma quadro (Apq) il nuovo ospedale di Catanzaro era subordinato all'integrazione tra A.O. Pugliese Ciaccio e l'Azienda Universitaria Mater Domini e poiché ciò non avvenne, nel 2012 il ministero della salute ha disdetto quella parte di Apq.

Nel novembre del 2015 la Tecnis S.p.a. subisce una interdittiva antimafia provocando di fatto il blocco della procedura per la realizzazione degli ospedali della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro. A seguito dell’interdittiva, che provocò una necessità di ricapitalizzazione non intervenuta, Tecnis s.p.a. fu commissariata con provvedimento Mise, e successivamente messa a gara per la cessione dell’intera azienda che, sempre con procedure Mise venne acquisita da D’agostino costruzioni. Nel frattempo anche i lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Vibo Valentia hanno subito uno stop a causa di un problema legato ad un rischio idrogeologico del terreno.

L'iter dei nuovi ospedali

Insomma Bruni, Irto e Tavernise chiedono al Presidente della Giunta Regionale e Commissario per il piano di rientro del debito della Calabria, il dettagliato programma dei lavori per singola concessione; se si è determinato nuovo fabbisogno finanziario alla luce delle tante interferenze verificatesi; e se hanno verificato esserci le condizioni per concordare con le imprese concessionarie piani di attività, anche con più turni di lavorazioni, al fine di poter recuperare, sia pure in parte, i tempi di consegna delle opere e, in caso affermativo, se sono intenzionati a riferirne al consiglio regionale e alla commissione competente in termini di ricadute sulla qualità e l’appropriatezza degli interventi.

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