Consiglio Calabria, il Covid non ferma lo spreco. Tallini nomina il portaborse del suo portavoce

Il giorno prima dello scioglimento in vista delle nuove elezioni, il presidente dell'Assemblea ha "assunto" il secondo collaboratore del suo addetto stampa personale. Tutti in smart working. Ecco nomi e importi degli stipendi (ASCOLTA L'AUDIO)

di Alessia Bausone
14 novembre 2020
10:42

Molti conosceranno i portaborse frutto di nomine clientelari che accerchiano i consiglieri regionali garantendogli pacchetti di voti sul territorio in vista delle competizioni elettorali. Ma il carrozzone di Palazzo Campanella non finisce mai di avere spazio per nuovi amici degli amici. Meno conosciuto è, infatti, l'ufficio del portavoce del Presidente del Consiglio regionale (noi ne avevamo parlato QUI) che ha al suo seguito, quasi fosse esso stesso un consigliere regionale, anche dei portaborse. L'ultimo di questi è stato nominato proprio da Tallini il giorno prima del consiglio regionale del "congedo". Uno schiaffo a chi per lockdown e zona rossa ha manifestato la sua disperazione. Ma cerchiamo di capirci qualcosa in più. 

Groviera di sprechi

La legge 150 del 2000 sulla "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni" stabilisce all’articolo 7 che “l’organo di vertice dell’amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all’amministrazione, con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico istituzionale con gli organi di informazione”. Da qui, l’ufficio di presidenza del consiglio regionale calabrese nel luglio 2000 con delibera numero 28 istituì l’Ufficio del Portavoce del Presidente del Consiglio regionale pagato ben 8.547 euro lordi al mese, oltre un rimborso forfettario di 1.291 euro mensili (pari ad un dirigente regionale!). Al suo seguito, per “prassi amministrativa” veniva contrattualizzato del personale a supporto: due unità con retribuzione pari ad € 2.284,38, o quattro con retribuzione al 50% (€ 1.142,19) (pari al personale di supporto tecnico del consiglio).


Per un totale complessivo tra portavoce e personale annesso di € 173.000,00 annui, al lordo maggiorato degli oneri riflessi.

L’allora Presidente Nicola Irto nel 2015 ridusse lo stipendio al Portavoce a € 5.077,15 lordi mensili, con un rimborso spese documentate di massimo 9.600 euro annui, confermando, però, i “portaborse” del portavoce e i relativi stipendi. Non poco, se si pensa che è presente anche un ufficio stampa del consiglio regionale che potrebbe trovarsi ad avere le stesse mansioni del portavoce e company come fare la rassegna stampa e redigere comunicati stampa.

 

Girandola di "portaqualcosa"

Lo scorso giugno il Presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini ha nominato il fedele amico Gaetano Stagno, impiegato dell’A.s.p. di Catanzaro, come portavoce, dopo un lungo tempo al suo seguito come portaborse fin dai tempi dell’assessorato al personale nella Giunta di Peppe Scopelliti.

Dal 2015 al 2018, però, Stagno è stato anche “portaborse” dell’allora consigliere e oggi assessore regionale di Fratelli D’Italia Fausto Orsomarso, pur rimanendo talliniano doc.

Come lui, infatti, viene dall’Udeur di Clemente Mastella (l’attuale presidente del consiglio regionale è stato eletto per la prima volta con il centrosinistra di Agazio Loiero nel non lontano 2005), allora azionista del Governo Prodi II e insieme sono planati a destra, prima nel Popolo delle libertà e poi in Forza Italia.

Per il solo 2020 (essendo stato nominato a metà anno) a Stagno toccheranno 32.341,47 euro di soldi pubblici. I suoi “portaborse” sono Roberta Gallo, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Catanzaro che nel suo curriculum, fino all’elezione a consigliera e a vicepresidente del consiglio comunale del capoluogo avvenuta nel 2017 vanta una esperienza di due anni come operatrice Call Center in Abramo Customer Care e di altri quattro (dal 2007 al 2011), sempre come operatrice telefonica, in Phonemedia. A fine 2018, dopo le elezioni provinciali di Catanzaro, è stata nominata collaboratrice esperta dell’allora segretario questore del consiglio regionale Domenico Tallini. Dal 1 luglio, dopo la nomina a capogruppo in consiglio comunale, è diventata una dei “portaborse” di Gaetano Stagno.

 

Oltre a lei, Tallini ha nominato la sig.ra Assunta Lopez con decorrenza 9 novembre (il giorno prima dell’ultimo consiglio regionale prima dello scioglimento!) come ulteriore supporto ad un Portavoce pagato, come i suoi ausiliari, per prestare la propria opera ad una carica istituzionale “congedata”. Non vi è alcuna traccia del suo curriculum online ma sappiamo che prenderà 1.801 euro lordi durante questo periodo di zona rossa e lockdown calabrese per operare in smartworking, come da disposizioni della segretaria generale del consiglio regionale ad interim Maria Stefania Lauria.

Tornando a Stagno, nel novembre 2017 il coordinatore provinciale di Forza Italia Catanzaro, sempre Domenico Tallini, lo nomina coordinatore provinciale per gli enti locali. «La sua lunga esperienza politico-amministrativa e il suo radicamento sul territorio provinciale, sono una garanzia per l’organizzazione che il partito dovrà darsi in collaborazione con i coordinatori cittadini e i tanti amministratori della nostra provincia», scriveva Tallini, aggiungendo di essere sicuro che il suo contributo «renderà più efficace e incisiva l’azione del partito in vista dei prossimi impegni elettorali, garantendo la partecipazione di quanti vorranno coadiuvarti».

 

La militanza politica di Stagno nella “sua” Badolato 

Allora ripercorriamola la lunga esperienza politica e amministrativa di Gaetano Stagno per conoscere quanti lo hanno “coadiuvato” negli anni. Sulla scena politica di Badolato, paesino del catanzarese di poco più di 3000 abitanti, Stagno compare nel 1997, ben prima di diventare epicentro dell’emisfero talliniano, quando sostenne Gerardo Mannello come Sindaco che lo premiò con la nomina a difensore civico.

Nel 2001, sempre a fianco di Mannello, si candida a consigliere con una lista civica e viene eletto, venendo anche nominato assessore comunale. Dopo un anno, unitamente alla minoranza consiliare, si dimette e fa cadere l’amministrazione.

Nel 2004 si candida contro Gerardo Mannello con la lista “Udemocrazia Cristiana” con Andrea Menniti che diviene Sindaco. Nello stesso anno diventa consigliere provinciale di Catanzaro e Presidente della comunità montana di Isca “Versante Jonico”.

Nel 2008 si ricandida a consigliere comunale con la lista civica “La Vela” con sindaco Giuseppe Nicola Parretta. Quest’ultimo sarà riconfermato nel 2013 ma la sua amministrazione sarà sciolta per mafia dal Ministero dell’Interno il 24 maggio 2014.

 

Lo scioglimento per mafia

Stagno non si ricandidò nel 2013 e non è citato nella relazione di scioglimento che, però, mette nero su bianco che “a cavallo degli anni 2008-2013, il territorio di Badolato è risultato gravemente infiltrato dalla criminalità organizzata. In particolare, le indagini del comando provinciale dell'Arma dei carabinieri e della squadra mobile della questura di Catanzaro hanno permesso di accertare l'esistenza e l'operatività, nei comuni di Guardavalle e di Badolato e in quelli limitrofi della fascia ionica, del pericoloso gruppo criminale conosciuto come cosca dei Gallace-Gallelli, al quale risultano alleati e altre locali o cosche della provincia di Reggio Calabria” e “in occasione delle elezioni del 2008 e del 2013 il sindaco è stato appoggiato da imprenditori locali legati alle organizzazioni criminali che hanno sottoscritto la sua lista e lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale”.

Le infiltrazioni, si legge sempre nella relazione “hanno compromesso la libera determinazione e l'imparzialità della giunta e del consiglio, nonché il buon andamento dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi” in quanto “l'azione di recupero e di risanamento non è ancora esaurita e che l'istituzione locale e la realtà sociale sono ancora segnate dalla malavita organizzata” e “concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata”. Parretta, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale, venne assolto il 25 marzo 2015.

Intanto, a Badolato, tra Stagno e l’ex sindaco “sfiduciato” Gerardo Mannello torna il sereno, tant’è che nel giugno 2016 su proprio l’attuale portavoce del presidente del consiglio regionale a presentare la lista civica dell’ex rivale “Nuovi Orizzonti” del cui gruppo era coordinatore, pur non candidandosi.

Mannello è stato responsabile dell'area amministrativa del comune di Badolato (fino al 30 giugno 2013) durante la consiliatura Parretta. E dopo il pensionamento è stato nominato, dall'ex sindaco, responsabile del centro di mediazione. C’è da dire anche che subito dopo l’elezione (nell’arco di 24 ore) Mannello è stato rinviato a giudizio per estorsione aggravata dal metodo mafioso ed il processo è tutt’ora pendente.

Insomma, una lunga esperienza, quella di Stagno, in cui i suoi compagni di viaggio hanno avuto più di qualche problemino mentre lui, al fianco di Tallini, ha vinto la lotteria: oggi è il Portavoce in carica (in smartworking) di una carica congedata.

Giornalista
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