Controlli alla Regione, Magro rivendica la legittimità della sua nomina

La funzionaria interna della Giunta scelta come componente dell'Organismo indipendente di valutazione del Consiglio difende la bontà del suo operato e della designazione. La nostra controreplica

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di Redazione
14 gennaio 2021
12:36

In merito all'articolo dal titolo "A controllare le performance del Consiglio regionale c’è una dipendente della… Giunta", riceviamo e pubblichiamo:
Tengo a precisare che le notizie fornite non corrispondono alla realtà dei fatti. Nello specifico, mi viene contestato di essere stata nominata illegittimamente membro dell’OIV del Consiglio regionale ed invero la mia nomina è legittima in quanto sono dipendente della Giunta regionale e non del Consiglio regionale.
Com’è noto Consiglio regionale e Giunta regionale sono due organi distinti della Regione e come tali ognuno di essi ha un proprio Oiv. Mi corre l’obbligo chiarire quanto segue, al fine di sgombrare il campo da ogni dubbio. Quando ho partecipato alla selezione per l’OIV ho dichiarato il vero, cioè il fatto di non essere dipendente del Consiglio regionale: sono dipendente della Giunta.
Nella Struttura del consigliere regionale Tallini ero in posizione di comando, cioè di utilizzo temporaneo e non dipendente. Quando l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale mi ha nominato, io non ero, tra l’altro, più in comando da diversi mesi. Appartenere all’Oiv del Consiglio regionale è compatibile con l’essere dipendente della Giunta, essendo due organi distinti e separati (come già evidenziato), con obiettivi di performance differenti: l’uno non controlla l’altro.
L’incarico all’Oiv mi è stato attribuito regolarmente per selezione pubblica, per come prevede la legge ovvero per titoli posseduti e specifiche esperienze, come stabilito dal bando (oltre la necessaria iscrizione all’Albo nazionale): il tutto risulta debitamente descritto nel mio curriculum e pubblicato nella Sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti web istituzionali sia del Consiglio che della Giunta. Inoltre, l’Oiv è incompatibile solo con cariche elettive, che io non ho mai ricoperto.
Pertanto, tutti i requisiti previsti dal suddetto bando Oiv sono stati rispettati: ogni mia attività politica risale al 2016, tre anni prima della mia domanda di partecipazione. Infine, relativamente alla collaborazione col Formez, essa risulta regolarmente autorizzata dall’Ente di appartenenza e compatibile.
Alessandra Magro

Risponde Camillo Giuliani

Gentile dottoressa Magro, tutti gli incarichi nelle strutture dei consiglieri sono temporanei - lo è la carica di chi procede alle nomine fiduciarie, d'altra parte - e, per quel che riguarda gli interni, in posizione di comando: pleonastico precisarlo. E nessuno ha sindacato alcunché sulla presenza o meno di autorizzazioni al suo lavoro presso il Formez. L'articolo inoltre non contesta in nessun passaggio la veridicità delle sue dichiarazioni al momento di partecipare alla selezione, ma pone il dubbio – non afferma, ben diverso – che altri, affidando proprio a lei l'incarico, possano aver violato quanto stabilito dalla stessa Regione in merito all'Oiv e ai suoi componenti.



Giunta e Consiglio sono organi distinti, certo, ma della medesima amministrazione. Lo precisa lo Statuto regionale, spiegando che la Regione è composta, appunto, da Giunta, Consiglio e rispettivi Uffici di presidenza. La sua nomina, pertanto, suscita perplessità legittime in quanto appare in contrasto con quanto stabilito nell'allegato 1 dell'articolo 2 della deliberazione 33 del 17 maggio 2019, ossia la non appartenenza dei membri dell'Oiv di Palazzo Campanella all'amministrazione regionale tout court. E non solo al Consiglio, come riportato invece nell'avviso a cui ha partecipato: sulla singolare scelta di questa parola nel bando, al posto di quella indicata nel disciplinare dello stesso Organismo indipendente di valutazione, è basato l'articolo.


L'Oiv peraltro non è precluso soltanto a chi ha rivestito cariche elettive come lei sostiene, ma anche – cito testualmente il documento linkato poche righe più su– a quanti abbiano ricoperto «cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione». Al momento della sua partecipazione all'avviso (giugno 2019) erano trascorsi due anni e mezzo dal referendum costituzionale (dicembre 2016), periodo in cui lei presiedeva il Comitato per il No di un partito: Forza Italia. Poteva essere motivo per non inserirla all'epoca nell'elenco da cui poi è stata ripescata un anno dopo per sostituire la dottoressa Siciliano (lei sì esterna all'amministrazione regionale, come da disciplinare e come gli altri due componenti dell'Oiv del Consiglio)?

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