Cosenza, fondi Cipe per il centro storico addio: i 90 milioni andranno nei Cis

VIDEO | La decisione sarebbe maturata in seguito al dissesto di Palazzo dei Bruzi certificato dalla Corte dei Conti. Occhiuto indignato: «Il ministro Lezzi mi ha tolto la parola». Replica immediata: «Non abbiamo tempo da perdere. Il soggetto attuatore sarà Invitalia»

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di Salvatore Bruno
30 luglio 2019
23:05

C’è un retroscena tutto cosentino dietro l’incontro tra il ministro Barbara Lezzi ed i sindaci delle città capoluogo della Calabria, ospitato nella prefettura di Catanzaro, in cui la titolare del dicastero per il Sud ha presentato i Cis, i Contratti istituzionali di sviluppo. Questo strumento sarebbe destinato ad inglobare anche i 90 milioni già stanziati dal Cipe per il centro storico di Cosenza.

Operazioni rallentate

Nelle scorse settimane anche il nostro network aveva denunciato un deciso rallentamento delle attività del tavolo istituzionale aperto presso il Mibact per stabilire il cronoprogramma degli investimenti da attuare. Adesso viene paventata l’ipotesi di dislocare queste specifiche risorse in un Cis complessivo per tutta la Calabria. Tra i motivi di questa scelta, ci sarebbe anche la delibera con la quale la Corte dei conti ha certificato il dissesto finanziario di Palazzo dei Bruzi che, tuttavia, diventerà effettivo soltanto nel caso in cui dovesse essere confermato in secondo grado, anche dalle Sezioni riunite. Ad avanzare questa ipotesi è Nicola Morra. Il senatore pentastellato è tra i soggetti partecipanti al tavolo istituzionale: nella sua qualità di presidente della Commissione parlamentare antimafia è garante della legalità. Ecco alcune sue dichiarazioni sul punto, rilasciate domenica scorsa, 28 luglio, a margine dell’assemblea del Movimento cinquestelle presieduta dal capo politico Luigi Di Maio

Occhiuto: «Ai tavoli interviene anche chi non ne ha titolo»

Morra ha partecipato anche alla riunione nella Prefettura di Catanzaro sui Cis, insieme al Ministro Lezzi. Presenza non gradita da Mario Occhiuto. Tra i due non corre buon sangue, lo sanno anche le pietre, soprattutto dopo l’iniziativa del senatore di consegnare alla guardia di finanza la registrazione di una sua conversazione con Giuseppe Cirò, ex segretario particolare del sindaco, i cui contenuti sarebbero stati ritenuti dalla magistratura penalmente rilevanti per aprire alcuni fascicoli di indagine sull’attività del primo cittadino bruzio. «Non va bene che ai tavoli di sviluppo intervenga pure chi non ha nessun titolo per partecipare ma, anzi, si adopera continuamente a bloccare le azioni di sviluppo come del resto emerge dalle varie denunce e indagini in corso, con intromissioni molto discutibili» ha sottolineato Occhiuto in una nota diffusa al termine dell’iniziativa di Catanzaro. «Come non va bene – ha affermato ancora – tentare di bloccarci facendoci sapere che vogliono inglobare il progetto specifico per il centro storico in un Cis complessivo per tutta la Calabria».

Interruzione non gradita

Il sindaco ha abbandonato anzitempo l’incontro poiché il Ministro Lezzi, secondo quanto riferisce un comunicato diffuso da Palazzo dei Bruzi, gli avrebbe tolto la parola prima che terminasse il suo intervento. «Lo scorso febbraio nella sede del Mibact alla presenza del ministro Bonisoli – ha ricorda Occhiuto - avevo presentato un dossier di ben quarantadue pagine che racchiudono la Proposta per il recupero del Centro storico di Cosenza, ovvero la seconda fase del piano complessivo già avviato dalla mia amministrazione rispetto all’azione attuata per la città antica in questi anni di governo. Tutto ciò per dire che abbiamo le idee chiare sullo sviluppo urbano come pure sul recupero urbanistico della nostra città antica e che siamo in grado di essere operativi se solo venissimo messi nelle condizioni di agire da chi è predisposto a farlo».

Il Ministro non legge le carte

«Siamo partiti da oltre due anni redigendo progetti con schede ritenute tutte ammissibili dai tecnici del ministero. Ma evidentemente il ministro Lezzi non legge le carte né tantomeno è a conoscenza di come si è espresso in merito il collega Bonisoli, visto che per quanto riguarda interventi a favore dei privati, lo stesso ministro Bonisoli ha proposto finanziamenti alle imprese nei settori dell’artigianato artistico e delle produzioni enogastronomiche e sul turismo. Gli interventi di recupero sono previsti solo per gli edifici pubblici e per edifici privati da espropriare che quindi diventano pubblici».

L'idea del Comune di Cosenza

Quindi alcune precisazioni: «Da parte mia nessuna voglia di polemizzare ma solo di dire le cose come stanno. Il nostro progetto per il Centro storico di Cosenza – afferma ancora Occhiuto – è già finanziato per 90 milioni di euro insieme ai progetti per i centri storici di Taranto, Palermo e Napoli. A suo tempo avevamo presentato al ministro Bonisoli una ripartizione mirata dei 90 milioni di euro del Cipe su idee e progetti concreti. Il Comune di Cosenza ha redatto infatti una proposta operativa perfettamente dettagliata sugli alloggi da espropriare e recuperare a seguito di inadempimento dei proprietari, sul rifacimento della rete idrica e fognaria (6 milioni di euro), sui fondi che servono ad esempio per altri sotto-servizi (2 milioni) e, ancora, sull’accessibilità facilitata (12 milioni di euro), sulla riqualificazione degli spazi liberi aperti e sul verde (5 milioni di euro), sugli alloggi di proprietà della Provincia da destinare a facoltà universitarie (10 milioni di euro), sugli immobili di proprietà pubblica (25 milioni di euro), da destinare ad alloggi per 2-3mila studenti e giovani coppie portando così nuove persone a vivere nel Centro storico». E il sindaco lo ribadisce ancora una volta: «Bisogna agire sul presente e in prospettiva, scongiurando l’ennesimo ciclo di degrado e abbandono con un’azione continuativa e persistente. Per cui davvero non si capisce – chiosa Occhiuto – quest’ennesima manovra di rallentamento che spero non sfoci in un blocco».

La replica di Barbara Lezzi

La risposta del Ministro per il Sud è giunta nel pomeriggio, al termine dell'iniziativa di Catanzaro «Mario Occhiuto si mette continuamente di traverso. Noi invece non abbiamo tempo da perdere. A causa di queste resistenze non si è sottoscritto ancora il contratto per il centro storico, per questo lo inseriamo nel Cis con invitalia soggetto attuatore». Ecco quanto dichiarato ai giornalisti

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