Cosenza, provinciali in bilico: depositato ricorso al Tar per rinviare le elezioni

Il sindaco di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro si rivolge alla tribunale amministrativo regionale per posticipare la data delle consultazioni fissate per il 7 febbraio

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di Salvatore Bruno
17 gennaio 2021
07:02
Il palazzo della Provincia di Cosenza
Il palazzo della Provincia di Cosenza

Alla fine il minacciato ricorso per sospendere le elezioni del presidente della Provincia di Cosenza, è stato depositato al Tar di Catanzaro e reca la firma del sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, dei consiglieri del comune silano, Noemi Guzzo e Salvatore Cocchiero e di Fabio Falcone, componente dell’assise di Palazzo dei Bruzi.

Convocazione illegittima

L’istanza vergata dall’avvocato Enrico Morcavallo, chiede alla magistratura amministrativa di annullare, previa sospensione, i decreti pubblicati il 28 dicembre scorso, con cui il presidente uscente, Franco Iacucci, ha fissato il voto per il 7 febbraio, in maniera ritenuta illegittima per la mancata considerazione dell’attuale emergenza epidemiologica.


Illogico votare due volte

«Dagli atti allegati – si legge tra l’altro nel ricorso - si evince che la proclamazione del Presidente è avvenuta in data 4 febbraio 2017 e, quindi, il mandato scade il 4 febbraio 2021, mentre la proclamazione dei consiglieri è avvenuta in data 14 febbraio 2019 e, quindi, il mandato scade il 14 febbraio 2021. Appare evidente che le due scadenze sono perfettamente coincidenti, rendendo, quindi, viziato per eccesso di potere per illogicità ed irragionevolezza il decreto impugnato, che si limita alla convocazione della sola elezione del Presidente, rinviando a data successiva, la convocazione della elezioni del Consiglio».

Doppio spostamento

Secondo i ricorrenti, infatti, votare in due tempi, costringe gli elettori a ripetere le operazioni di voto a brevissima distanza l’uno dall’altro, in contrasto anche con i principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione. Tanto più durante una pandemia con gli spostamenti contingentati. «Non si può non osservare – insiste l’avvocato Morcavallo - come 1800 amministratori (i componenti del corpo elettorale, ndr) con mezzi propri e con auto e autisti di servizio, dovranno confluire da tutta la provincia di Cosenza in un solo giorno nel seggio elettorale composto da funzionari provinciali e ritornare, ripetendo tutte le procedure e gli aspetti organizzativi, per la elezione del Consiglio. E tutto ciò in un momento in cui la Calabria ha un indice di contagiosità tra i più alti d'Italia».

Zone rosse e raccolta firme

Nell’istanza poi si fa riferimento alle difficoltà incontrate per la sottoscrizione delle candidature, facendo riferimento alle zone rosse istituite nei comuni di Altomonte, Tortora e Praia a Mare ed alla quarantena cui sono costretti numerosi amministratori tra i quali il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. «Tutto ciò – è scritto nel ricorso - impedisce non solo la partecipazione alle elezioni ma anche la presentazione delle candidature fissata per il 17 e 18 gennaio e gli adempimenti per la raccolta delle firme».

Decisione immediata

Tra i motivi indicati, inoltre, figura pure il Decreto adottato dal Governo per rinviare al 20 maggio, in virtù dell’emergenza sanitaria, le elezioni suppletive della Camera dei Deputati e quelle dei consigli metropolitani, già fissate per il 31 marzo. Un provvedimento, secondo i ricorrenti «estensibile a tutte le consultazioni». La decisione del Tar sulla sospensione cautelare, in attesa di quella nel merito, dovrebbe arrivare già nella giornata di domani.

Giornalista
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