Caso Cotticelli, reazioni dopo l’intervista a Titolo V: «Si dimetta»

Si moltiplicano le polemiche dopo l’incredibile intervista del commissario calabrese andata in onda su Raitre. Il generale ha ammesso di non essere a conoscenza delle disposizioni del Governo in materia di Piano Covid

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di Redazione
7 novembre 2020
11:11
Il commissario Cotticelli
Il commissario Cotticelli

Si moltiplicano le reazioni dopo l’incredibile intervista a Titolo V del commissario calabrese Saverio Cotticelli che ha ammesso di non essere a conoscenza delle disposizioni del Governo in merito all’emergenza sanitaria e al Piano Covid. E lo scopre leggendo un documento davanti alle telecamere della trasmissione andata in onda su Raitre.

De Biase: «Offesa alla Calabria»

A prendere la parola il già presidente Consiglio comunale Lamezia, Salvatore De Biase.

«Per dignità e orgoglio calabrese, come si può rimanere zitti, dopo quanto ha colpevolmente affermato il commissario straordinario Saverio Cotticelli, di fronte alle telecamere ? Non si trattava di una intervista di una tv, con tutto il rispetto “di paese” , ma di una tv nazionale, vista dal Paese intero, “Titolo Quinto”, tanto seguita ed apprezzata. Da qui sentire che non si era accorto che il Piano Covid era di sua competenza; che ha trovato un debito di centinaia di milioni; embè !!!. Che per il rosso assegnato alla Calabria, non ne intuiva le motivazioni, è grave. Le dichiarazioni rilasciate – aggiunge - sono una stupefacente offesa per il popolo calabrese, dove, anche nell’occasione, bistrattato su un tema sanitario, che vede un commissariamento voluto dal governo centrale da un decennio, con il risultato di una sanità che non c’è, che emigra, che taglia una sanità territoriale essenziale, che aggiunge costi elevati, che taglia reparti e servizi, che foraggia commissariamenti inutili, dannosi, inconcludenti, e colpevolmente ingenui, anche in una intervista».

«Insomma – ribadisce - finanche nella pandemia, l’isolata Calabria è sempre ultima, non trova soluzioni, fino al punto che l’amata terra calabra, seppur con meno morti, è territorio pandemico di color rosso, paragonata alla Lombardia, fulcro di devastazione di un Covid che avanza. Dopo quanto accaduto, oltre ad immaginare le dimissioni del Generale Cotticelli, quale Commissario impotente e “inattuante del ruolo assegnato”, ritengo che nel suo ruolo, di rappresentante dell’Arma, abbia mostrato i suoi valori, ma da commissario, si lega ad una continuità, che nulla ha prodotto per la Calabria, se non danni e brutte figure».

 

«Il mio appello, da cittadino e da politico impegnato – conclude De Biase - è quello che oggi in Consiglio regionale, si invochino le dimissioni di Cotticelli, e contestualmente il governo Cinque Stelle-Lega di ieri e il governo attuale, si espongano con una condanna forte a difesa della Calabria e a difesa dei calabresi, ed in tal senso i deputati della nostra terra a partite dall’On D’Ippolito e Furgiuele, urlino il loro dissenso a difesa di un territorio che li ha eletti e merita quindi, una posizione forte su una sanità morente».

Cuda: «Parole mortificanti»

Gianluca Cuda, esponente Pd ha poi commentato: «È indegno e mortificante ascoltare le dichiarazioni di Cotticelli come quelle di ieri sera, bacchettato dalla segretaria e consigliato dall'uscere. Il commissario della sanità calabrese Cotticelli deve essere rimosso immediatamente. Va inoltre chiesta alla Procura presso la Corte dei Conti una urgente verifica su tutti gli atti e soprattutto le omissioni a lui contestabili.

Il Governo prenda atto della condizione umana nella quale siamo ridotti noi calabresi, messi in "zona rossa" a causa di politici di tutte le stagioni e "tecnici" come questo, ed intervenga con urgenza coinvolgendo i territori e i medici di prima linea che operano in Calabria».

 

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