Crotone, la maggioranza “cade” sulla legge contro l’omofobia: la mozione è un caso politico

Al Consiglio comunale passa la “censura” della Lega contro il ddl Zan. La Giunta prende le distanze ma il sindaco Vincenzo Voce non aveva votato contro

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di Alessia Bausone
4 dicembre 2020
21:00
Comune di Crotone
Comune di Crotone

Sono giorni concitati per l’amministrazione “tansiana” di Crotone. È stato approvata una mozione contro il disegno di legge contro l’omotransfobia (ddl Zan). L’atto, proposto dalla consigliera della Lega Marisa Luana Cavallo quasi un mese fa, ha come decantato proposito di tutelare la libertà di espressione.

Il ddl Zan

Per la Cavallo, il disegno di legge approvato alla Camera lo scorso 4 novembre e poi passato al Senato è pericoloso perchè: «una volta approvato, limiterà la nostra libertà di espressione, di parola, di opinione, di associazione, di stampa, di educazione, di insegnamento e religiosa. Sarà comminato il carcere fino a sei anni di reclusione a coloro i quali non dovessero conformarsi al pensiero unico politicamente corretto sui temi della famiglia, della sessualità e della persona. Dopo la libertà di movimento, vogliono toglierci anche la libertà di parola (articolo 21 Costituzione)».


 

Per la capogruppo di maggioranza del neo-gruppo Tesoro Crotone, Dalila Venneri: «il Ddl contro omotransfobia, misoginia e abilismo è proposta di civiltà. Crotone deve sostenere ogni azione contro le discriminazioni.  In merito alle obiezioni specifiche poste dalla consigliera Cavallo, è giusto precisare che la legge in discussione non limita in alcun modo la libertà di espressione che viene tutelata dall'articolo 3 del testo votato alla Camera, ma si pone come strumento legislativo che inserisce le aggravanti per le discriminazioni mosse da orientamento sessuale e identità di genere a tutela delle persone Lgbtqi+. Persone che meritano rispetto e tutele in tutta Italia, compreso nella nostra città, dove tutti devono sentirsi accolti nella libertà di essere e amare senza temere alcuna forma di discriminazione. Nella nostra idea di città, Crotone deve essere un luogo di inclusione e rispetto, dove la "diversità", che poi tale non è, diventa un fattore positivo in tutti gli ambiti, capace di concorrere allo sviluppo e al progresso di tutto il tessuto sociale».

Quando Voce non c’è, la maggioranza (tra)balla

Nel consiglio del 30 novembre, la mozione Cavallo aveva ottenuto 12 voti a favore, 10 contrari e 8 astenuti, ma il segretario generale aveva rigettato l’approvazione per questioni relative al quorum (non si sarebbero dovuti conteggiare gli astenuti).

Il 2 dicembre, nell’assenza del sindaco Voce, il consigliere di maggioranza Fabrizio Meo (che rumors danno come imbufalito con Voce dopo la mancata elezione a Presidente del Consiglio comunale) ha chiesto di votare «una mozione che chiedeva di applicare alla votazione della consigliera Cavallo e del consigliere Antonio Manica l’articolo 81 del regolamento che prevede di non conteggiare i voti degli astenuti per definire il quorum ponderato». La mozione è passata con 26 voti favorevoli e 5 contrari.

Nei 12 voti a favore della mozione della Cavallo del 30 novembre, invece, ben 9 erano voti della maggioranza (Il citato Meo, Vincenzo Familiari, Nicola Corigliano, Anna Maria Rita Cantafora, Ginetta Tallarico, Domenico Ceraudo, Antonella Passalacqua, Carmen Giancotti e Salvo Riga) . Il sindaco Vincenzo Voce, il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Greco e altri due consiglieri di maggioranza (Iginio Pingitore e Giada Vrenna), invece, si sono astenuti.

Le reazioni politiche

L’ideatore della mozione, il segretario provinciale della Lega Giancarlo Cerrelli, ha subito espresso:  «un sincero ringraziamento e un plauso a quei consiglieri comunali, anche della maggioranza, che hanno usato il buon senso e la saggezza di votare a favore della mozione della Lega contro il Ddl Zan, mettendoci la faccia; sono a loro vicino, particolarmente in queste ore in cui ho appreso che stanno subendo vili attacchi sui social e privatamente, per aver espresso la loro opinione».

Per il deputato della Lega Domenico Furgiuele: «La sacralità della #libertà di espressione del pensiero non può essere compressa da provvedimenti liberticidi come il Ddl Zan in forza del quale sarà obbligatorio insegnare ai bambini delle elementari a scegliere, anche a giorni alternati, se sentirsi o maschi o femmine o trans. E chi manifesta contro finisce in Tribunale. Altro che contrasto all’omotransfobia, questa è guerra dichiarata al buon senso”. Concludendo “la mozione approvata in un consiglio comunale importante come quello di #Crotone, su impulso, tra gli altri, della consigliera Marisa Luana Cavallo, amica e collega di militanza nella Lega, merita un plauso e un ringraziamento sinceri da estendere anche all'avvocato Giancarlo Cerrelli e a tutti quei consiglieri che hanno ritenuto giusto fare una battaglia di libertà. Sono persuaso dall'idea che l'esempio encomiabile di Luana Cavallo sarà seguito in altri contesti e in altre assemblee elettive».

Il senatore ed ex patron del Family Day, Simone Pillon, invece,  ha scritto su Facebook: «il consiglio comunale di quella che un tempo era la Stalingrado del Sud ha deliberato una mozione contro la pdl Zan, e lo ha fatto anche coi voti della sinistra, segno che quando le persone trovano il buon senso le ideologie cedono il passo. I giornaletti locali parlano del solito medioevo mentre l'ordine di scuderia dei giornaloni è di mettere a tacere la debàcle. Noi invece la vogliamo raccontare: Una donna, sola ma capace e determinata, è riuscita a convincere un consiglio politicamente ostile e a ristabilire la verità. Complimenti al consigliere Cavallo e a tutto il consiglio comunale di Crotone»

Dopo le polemiche, il dietrofront di Voce e della Giunta

Dopo le polemiche, anche nazionali, la Giunta comunale di Crotone ha respinto ogni accusa. Quanto accaduto, si legge in una nota, «non sottende in alcun modo l’incertezza del nostro primo cittadino in ordine alla questione sostanziale – che, è bene ribadirlo, va nel senso della totale disapprovazione del contenuto della mozione approvata – ma che è stata giustificata proprio dalla inammissibilità dell’iniziativa e dal rifiuto di imprimere un indirizzo politico su materia sottratta alla competenza del Consiglio», concludendo con «I problemi della città sono ben altri rispetto ad una mozione che lascia il tempo che trova».

La presa di posizione della Giunta ha suscitato l’ilarità dell’ex candidato sindaco di Crotone per il M5S ed ex consigliere comunale Andrea Correggia secondo cui: «la giunta (che è composta da persone nominate) prende le distanze dal consiglio comunale (formato da persone elette democraticamente dal popolo) respingendo la mozione votata dal consiglio, la motivazione di ciò è che la mozione non rappresenta il volere del popolo crotonese... Capite il corto circuito istituzionale di queste cosa? Ci pensate che devono governare per 5 anni insieme?».

Il volantino shock dell’8 marzo sulle donne sottomesse

La Cavallo è fedelissima del segretario provinciale della Lega, già candidato alle politiche ed ex fedelissimo di Giancarlo Giorgetti, Giancarlo Cerrelli. L’anno scorso la Lega Giovani Crotone di cui fa parte aveva divulgato un “volantino shock” sull’8 marzo in cui si contrastava “una cultura politica che rivendica una sempre più marcata autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell'uomo". E anche quelli che contrastano il "ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia".

Le reazioni politiche nazionali fioccarono e Nonostante lo stesso leader della Lega Matteo Salvini ne prese le distanze affermando: «Non ne sapevo niente e non ne condivido alcuni contenuti», la Cavallo lo rivendicò dicendo: «Non parlo soltanto da militante della Lega, ma anche e soprattutto da donna, in quanto mi sento rappresentata da ogni singolo punto riportato nel tanto vituperato e strumentalizzato volantino».

Giornalista
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