Ddl anti-omofobia, a Crotone sit in di protesta contro mozione consiliare

VIDEO | Manifestazione pacifica davanti al Comune: «È una vergona, si rimedi con un ordine del giorno contrario e opposto per ridare dignità alla città»

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di Francesca Caiazzo
7 dicembre 2020
15:11

«Un ordine del giorno vergogna, che fa ripiombare la città di Crotone nel Medioevo e nell’oscurantismo». È durissima la presa di posizione di Filippo Sestito, rappresentante di Liberi per Crotone, sulla mozione contro il ddl Zan, approvata il 2 dicembre scorso dal Consiglio comunale e che ha sollevato un vespaio di polemiche.

L’ordine del giorno è stato presentato dalla consigliera di minoranza Marisa Luana Cavallo, della Lega, ed è passato con 12 voti a favore (9 dei quali espressi da consiglieri di maggioranza), 10 contrari e 8 astenuti (tra cui il sindaco Vincenzo Voce).


 

Un sit-in per i diritti civili

Per questo, il movimento politico ha deciso di scendere in piazza con un sit-in pacifico davanti al Comune, dove sono stati chiamati a raccolta cittadini e associazioni del Terzo Settore. I manifestanti sostengono la validità del disegno di legge, ora in discussione al Senato, che contiene «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità».

 

«Per noi il ddl Zan è un atto di civiltà – spiega Sestito - che toglie la possibilità a chi discrimina di continuare a farlo e dà invece diritti a chi in questo momento non li ha. Il consiglio comunale di Crotone ha approvato un ordine del giorno contrario e per noi è inaccettabile».

 

La richiesta al consiglio comunale

Nei giorni scorsi, la giunta comunale aveva diffuso un comunicato stampa in cui prendeva le distanze dal provvedimento. Ma per Sestito non basta: «Chiediamo al Consiglio comunale e alla maggioranza che sostiene il sindaco Voce di presentare un ordine del giorno contrario e opposto a quello votato il 2 dicembre scorso per ridare dignità e rimettere Crotone dentro a un ragionamento virtuoso di civiltà, tutela dei diritti, di accoglienza e che prenda in cura le persone più fragili e in difficoltà».

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