L’INDAGINE | Demoskopika: calabresi indifferenti alla politica

Secondo l'istituto di ricerca i calabresi sono i più distratti d'Italia, poco partecipi alla vita democratica. Spetta ai lombradi il primato

di Cristina Iannuzzi
31 marzo 2017
16:00

I calabresi sono il popolo meno affezionato alla vita politica. E’ quanto emerge dall’ASPO, l’Indice di Apertura del Sistema Politico delle regioni italiane, realizzato dall’Istituto Demoskopika, che ha preso in esame quattro indicatori: la partecipazione elettorale e politica dei cittadini, la presenza delle donne e dei giovani negli enti locali. Mentre i lombardi guadagnano il podio delle regioni italiane più partecipi alla vita democratica, i calabresi sono i più "distratti". Per realizzare lo studio sono stati presi in esame e messi a confronto i dati sulla partecipazione e l’affluenza alle urne della popolazione italiana al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre e alle ultime elezioni politiche e regionali.

 

I più “attenti” alle vicende politiche ai vari livelli, con il massimo punteggio ottenuto (100 punti) sono i lombardi, la cui media di affluenza alle urne è del 76,8%. In fondo alla classifica i calabresi che si confermano i più disinteressati con una media del 53,9% di livello di partecipazione al voto. Piuttosto distaccati appaiono anche siciliani e campani: come per la Calabria, infatti, l’indice medio di partecipazione elettorale in queste aree non raggiunge neanche quota 60%.

 


Demoskopica ha anche analizzato la presenza femminile negli enti locali. Va all’Emilia Romagna il titolo di regione “più rosa”. Sul versante opposto, si piazza la Calabria, che con 64,7 punti, si posiziona in fondo alla classifica. In Calabria sono state “conteggiate”, 1.267 amministratrici con un’incidenza di appena il 23,9% sul totale di 5.295 rappresentanti di entrambi i sessi. Segue la Campania che, con il 24,5% di incidenza delle donne amministratrici sul totale, si guadagna il penultimo posto in Italia per presenza femminile negli enti locali.


L’unica nota positiva è la presenza giovanile nelle istituzioni territoriali: la Calabria risulta la regione “più giovane” d’Italia. Spetta infatti alla nostra regione, con il massimo del punteggio (100 punti), il primato della realtà istituzionale più giovane d’Italia. Con un’incidenza del 37,5% e a fronte di una media nazionale del 31,8%, il sistema della rappresentanza locale calabrese conta il maggior numero di amministratori junior: ben 1.979 su 5.295 gli under 40 che ricoprono una carica istituzionale all’interno della Regione o dei Comuni. La Liguria con il 23,4% risulta la regione meno rappresentata dai giovani nei governi regionale e comunali.

 

Cristina Iannuzzi

Giornalista
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