Elezioni Calabria, Amalia Bruni agli scettici: «Ho messo la faccia, ora serve la squadra»

VIDEO | Nell'intervista a LaCnews24 la candidata del centrosinistra parla dei retroscena inediti della sua scelta: dalla telefonata a Loiero, al dialogo con i delusi passati con il centrodestra 

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di Agostino Pantano
14 luglio 2021
20:15

«Ora serve il gioco di squadra». È lapidaria, e anche accorata, Amalia Bruni nella sua prima intervista da candidata del centrosinistra. La scienziata ha da poco sciolto la riserva, accettando l’indicazione del blocco di partenza formato da Pd, Movimento 5 stelle e Articolo 1, e nella conversazione con LaCnews24 si rivolge agli scettici. «Io ho messo la faccia e la mia storia – sostiene – ma so che ora serve che i partiti credano nella possibilità di andare oltre le frizioni del passato: c’è da coinvolgere i giovani, sia quelli che sono rimasti sia quelli che sono andati via, in un progetto che vogliamo scrivere con loro».

La discesa in campo

La fondatrice del Centro regionale di neurogenetica sa che nella sua comunicazione conta il proprio curriculum, ma anche la capacità di districarsi nel labirinto di una coalizione che l’ha scelta come candidata civica al termine di un lungo travaglio, che forse ancora non è finito del tutto. «La proposta mi è arrivata da Rubens Curia che mi ha rappresentato una idea di Nicola Irto – spiega così il risvolto – poi mi hanno chiamato i referenti di Pd e 5Stelle». Primi sponsor reggini, quindi, Curia è stato dirigente del settore Sanità alla Regione – ora da medico è un movimentista della sanità pubblica – Irto era la prima scelta del Pd calabrese – poi bocciato dal Nazareno – che secondo quanto riferisce Bruni l’ha conosciuta nel quadro della comune battaglia per la trasformazione del Centro regionale in Istituto nazionale di ricerca.


Le telefonate a Oliverio e Loiero

«È vero che dopo la proposta ho chiamato sia Loiero che Oliverio – risponde la candidata – per chiedere un parere e perché ritengo che chi ha governato abbia dei meriti in questi Regione e non esiste il sistema che secondo de Magistris sarebbe alle mie spalle, con tanto di pupari che manovrano». Controreplica agli avversari più vicini, ma Bruni usa il fioretto e la tattica quando parla della coalizione più distante. «Il centrodestra è forte – conclude – ma è uno schieramento che raccoglie anche tanti delusi con i quali io posso dialogare per fargli cambiare idea, come pure penso che in futuro nel caso di vittoria con Occhiuto bisognerà dialogare perché alcune necessità della Calabria vanno affrontate insieme».

Giornalista
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