Fi si gioca tutto alle Europee. Fondamentale il risultato al Sud e nelle isole

Sotto il 10% il partito potrebbe evaporare. I dissidenti pronti ad assaltare la diligenza come spiega Toti che propone una costituente sovranista. Berlusconi rischia di essere superato nei voti in Sicilia da Giuseppe Milazzo e al Sud da Aldo Patricello. I colonnelli temono il tradimento nel Meridione e faranno partire una intensa campagna elettorale. A urne chiuse la resa dei conti

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di Riccardo Tripepi
23 aprile 2019
11:38
Forza Italia
Forza Italia

Sempre più incerto il destino di Forza Italia alla vigilia delle elezioni europee. I sondaggi per il partito non sono incoraggianti, essendo gli azzurri sarebbero costantemente sotto la percentuale di sopravvivenza fissata al 10%. Né sembra avere rivitalizzato la corsa la discesa in campo in prima persona di Silvio Berlusconi. Anzi proprio la corsa dell’anziano leader potrebbe ancora di più provocare lacerazioni interne, specialmente nelle Regioni del Sud e nelle Isole. In Sicilia il partito è sull’orlo della scissione dopo l’abbandono del gruppo catanese legato al sindaco Salvo Pogliese e il candidato Giuseppe Milazzo, imposto da Gianfranco Miccichè, si dice che possa prendere più consensi di Berlusconi. Un rischio che, almeno stando ai rumors che arrivano ad Arcore, potrebbe essere presente anche nella circoscrizione Sud con il candidato Aldo Patricello che sembra essere in grado di fare man bassa di consensi.

Ovviamente una Forza Italia sotto il 10% e con Berlusconi eletto, ma battuto dagli sfidanti interni, lascerebbe spazio aperto alla resa dei conti interna. Per questo i gruppi degli oppositori sono in pieno allerta in tutte le Regioni, compresa la Calabria.

 

Del resto è al Sud che si giocherà la partita della sopravvivenza per gli azzurri che faranno partire presto una massiccia campagna pubblicitaria e una serie di incontri pubblici ai quali dovrebbe prendere parte Berlusconi proprio per marcare il territorio. Ed in questo senso può leggersi anche l’esclusione di Mara Carfagna dalle liste per le europee. La vicepresidente della Camera era stata individuata da gruppi del Sud, a partire da quello calabrese di Jole Santelli e Roberto Occhiuto, come possibile punto di riferimento per il rinnovamento del partito. Manovra fatta saltare da Berlusconi in prima persona. La battaglia scelta è quella di riuscire ad arrivare sopra il 10% e poter essere una forza ancora determinante per la futura coalizione del centrodestra. Altrimenti con una Lega che veleggia sopra il 35% e Giorgia Meloni pronta a fare da stampella non ci sarebbe spazio per gli azzurri. Soprattutto se il partito dovesse svuotarsi di tutti gli attuali dissidenti che potrebbero formare gruppi autonomi in grado di dialogare direttamente con Salvini e Meloni nell’ottica di una costituente di un polo sovranista. Come ha dichiarato oggi il presidente della Liguria Giovanni Toti al Corriere della Sera.

 

In un contesto del genere si conferma, ancora una volta, come l’indicazione di Mario Occhiuto candidato governatore per le prossime regionali sia stata quantomeno intempestiva. Non solo perché, evidentemente i giochi sono tutti da fare, ma anche perché a Roma la manifestazione di Lamezia, in piena campagna per le europee, ha attirato più critiche che consensi, mettendo sotto stretta osservazione il gruppo calabrese e l’andamento del voto alle prossime europee nella nostra Regione.

Riccardo Tripepi

 

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Giornalista
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