Il voto europeo scuote l'Italia: la Lega trionfa superando il 30%, il M5S cade e il Pd resuscita

La roboante affermazione di Salvini mette a rischio la tenuta di Palazzo Chigi. Di Maio nell'angolo viene superato dal Partito democratico di Zingaretti. Con la crescita di FdI di Giorgia Meloni e Forza Italia sotto il 10%, anche la futura coalizione di centrodestra potrebbe essere di natura sovranista

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di Ric. Trip.
27 maggio 2019
01:00

Le prime proiezioni e i dati provenienti dalle primissime sezioni scrutinate confermano i risultati degli exit poll. Le elezioni europee potrebbero davvero ridisegnare il quadro politico nazionale.

La vittoria della Lega è nettissima. Il partito di Matteo Salvini, sopra il 30%, raddoppia i propri consensi e ribalta il rapporto di forza con il M5S, alleato di governo. Il partito di Luigi Di Maio, invece, è il vero sconfitto: consensi evaporati in favore dell’alleato leghista e del Pd. I Cinquestelle perdono circa 10 punti percentuali rispetto alle politiche dello scorso marzo. In buona sostanza, dopo un anno soltanto di governo, gli italiani bocciano la politiche di Di Maio e affidano la golden share a Matteo Salvini che adesso ha in mano il futuro. Farà staccare la spina per far tornare gli italiani al voto il prima possibile e andare all’incasso? A caldo Matteo Salvini ha dichiarato di voler riprendere il lavoro per completare il contratto di governo, ma in tanti pensano che l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte ormai sia arrivato a fine corsa.


 

Ma i guai di Di Maio non finiscono qui. Il partito va così giù, probabilmente si attesterà poco sotto il 20%, da essere superato di due punti percentuali dal resuscitato Pd di Nicola Zingaretti. Il neo segretario nazionale, senza ancora avere capito come, si ritrova in mano il secondo partito italiano con il 22%. Un primo passo per riprendere l’azione politica dopo aver rischiato di evaporare, anche se è impietoso il confronto con le precedenti europee alle quali Matteo Renzi aveva sfondato il 40%.

Fratelli d’Italia sfiora il 6% e riduce il distacco da Forza Italia che si aggira intorno al 9%. La crescita del partito di Giorgia Meloni e la decrescita di quello di Silvio Berlusconi potrebbe ridisegnare la coalizione di centrodestra. Praticamente Lega e Fdi avrebbero il 38% da soli e potrebbero essere in grado di essere maggioranza autonoma. Brutte notizie per gli azzurri che, nella migliore delle ipotesi, verrebbero messi all’angolo con peso marginale nelle scelte future, comprese prossime regionali e comunali.

Per un quadro definitivo si aspetta naturalmente la fine dello scrutinio e i risultati ottenuti principali Comuni, ma la sensazione è che il voto potrebbe avere effetto dirompente sulle future dinamiche politiche.

 

Riccardo Tripepi

Giornalista
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