«Giornalisti di m…», Fazzolari ora odia la stampa ma conserva l’incarico in Rai

Il sindaco di Varapodio inquisito per la gestione del centro migranti del suo Comune ha svolto due mandati come componente del collegio sindacale di Rai Cinema e oggi fa ancora parte di quello di San Marino

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di Alessia Bausone
17 agosto 2020
17:22

Si è svolto ieri sera il comizio in piazza di Orlando Fazzolari durante il quale ha alternato difesa e offesa rispetto all’inchiesta “Cara accoglienza” della Procura di Palmi al centro del quale vi è proprio lui. Fazzolari, uomo di destra “doc” scaricato dal suo stesso partito, Fratelli D’Italia ed “eterno” sindaco di Varapodio dal 1996, con una parentesi da vicesindaco dal 2007 al 2012.
Proprio in quel periodo entra in Rai come componente del collegio sindacale di Rai Cinema, probabilmente grazie al “suo” sindaco Guglielmo Rositani, allora presidente del Consiglio di amministrazione della Rai in quota Popolo delle libertà (voluto direttamente da Berlusconi).
Un incarico prestigioso, svolto per due mandati, al quale va aggiunto l’incarico come componente del collegio sindacale di Rai San Marino, quale nome proposto dalla Rai di parte italiana.
Ed è per questo ruolo svolto da dieci anni a favore della tv pubblica che desta ulteriormente sconcerto quanto da lui dichiarato ieri durante il comizio a quella che lui chiama “la sua gente”.

«Giornalisti di merda!» che cercano carriere facili

Da un pulpito con appeso uno striscione con scritto “Sindaco di Varapodio: Onestà, legalità, trasparenza. Tutto il resto... solo fango! Firmato i cittadini di Varapodio”, il sindaco sovranista ha attaccato frontalmente i giornalisti urlando: «Giornalisti di merda!».
«Sono apparso all’improvviso in tutte le tv nazionali e internazionali. Sono diventato all’improvviso un personaggio famoso. Avrei fatto a meno di tanta notorietà ma, così è la vita....Sono stato sputtanato a livello mondiale....Tutti questi giornalisti sono giornalisti di merda, mi sento autorizzato a dirlo. I giornali per cui scrivono sono giornali che puzzano di fogna. Questo che sia ben chiaro. Chi lancia una pietra deve stare attento che non gli arrivi dietro un cannone. Io sono buono, sono caro, sono tranquillo, sono pacato, ma non mi devono toccare nella dignità, nè devono toccare la mia famiglia. Non glielo permetto a nessuno. Con me i conti se li sono fatti male un po’ tutti. Con me carriere facili non le fa nessuno», ha poi dichiarato Fazzolari, ricevendo per queste parole una querela da parte dell’Unione Cronisti della Calabria


L’attacco all’ex deputata Angela Napoli

«Devo anche sentire dei commenti. Su facebook esce Angela Napoli: "Che bella lista che ha fatto Fratelli D’Italia, tutti indagati". Angela, ma proprio tu parli? Hai perso una grande occasione per stare in silenzio. Un politico perfettamente inutile, non hai mai fatto nulla per la Calabria, nulla per Taurianova. Ma chi sei tu? Hai perso una grande occasione per fare silenzio», ha urlato il sindaco inveendo contro l’ex deputata di Futuro e libertà per l’Italia e fedelissima di Gianfranco Fini, rea di aver contestato le scelte effettuate da Edmondo Cirielli per Fratelli D’Italia alle ultime elezioni regionali.

Critiche ai sostenitori di Gratteri

«C’è un gruppo social che si chiama “Giù le mani dal procuratore Gratteri”. Se andate a leggere i commenti che ci sono in questo gruppo c’è da rabbridividre. Mi hanno detto che sono un corrotto, un colluso, uno sfruttatore. Mi hanno detto che schifo, che vergogna, che nausea.
Io chiedo con tutto il cuore al procuratore Gratteri che perda due ore del suo prezioso tempo per leggersi il fascicolo per vedersi di cosa sono accusato e cosa ho fatto per meritarmi tutto questo», ha aggiunto Fazzolari annunciando, altresì, di prendere le 500 pagine di intercettazioni che lo riguardano e metterle a disposizione della cittadinanza presso la sede del comune di Varapodio.

La lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Prendo carta e penna e scrivo una lettera al presidente della Repubblica. Io chiedo garanzie perché sono un sindaco e sono un onesto e libero cittadino che per tre anni è stato intercettato. Queste cose non vengono riservate nemmeno ai peggiori delinquenti. Scriverò al presidente della Repubblica e chiederò garanzie. Chiederò tutte le garanzie nelle varie sedi di giudizio e poi decideremo con gli avvocati in quale fase depositare le nostre memorie. Non sono stato sentito da nessuno. Nessuno sa ancora il mio punto di vista. Non può essere riempito un fascicolo solo con l’accusa. Nel diritto italiano, nella giustizia italiana si compongono con l’accusa e la difesa, poi ci sarà un giudice che valuterà. Quel fascicolo mi ha infamato e sono dato in pasto alla stampa, c’è solo la parte dell’accusa...Non penso di meritare quel modo di porre la notizia», ha concluso Orlando Fazzolari.

Silenzio dalla commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai

Il sindaco indagato ed ex candidato di Fratelli D’Italia alle ultime elezioni regionali (primo dei non eletti) ha letteralmente sbroccato perché i giornali hanno riportato una nota stampa dell’arma provinciale dei carabinieri di Palmi. Dice di avere assoluta fiducia nella magistratura inquirente e in quella giudicante, ma “sbertuccerà” pubblicamente il fascicolo del Pm che lo riguarda (formato da mille pagine e tre anni di intercettazioni) mettendolo a disposizione di tutti all’interno della casa comunale, come fosse un servizio pubblico. Non contento, ha scomodato il presidente della Repubblica perché non gradisce il “modo di porre le notizie” della stampa.
Ma se, come ha detto nella sua conferenza stampa, i giornalisti e le televisioni «non hanno il diritto di avere una mia opinione su di loro, sono il nulla», perché continua a mantenere l’incarico retribuito ricevuto dalla Rai italiana nel collegio sindacale di Rai San Marino?
È grazie anche al lavoro delle televisioni e di «giornalisti di merda» che sono «il nulla» che lui riceve un compenso per quell’incarico, e non il primo che ottiene in Rai.
La Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai dica la sua in merito, batta un colpo a difesa della libertà di informazione, del diritto di cronaca giudiziaria e dei principi ispiratori di libertà che dovrebbero informare il management tutto della tv pubblica.

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