La relazione

Fondi del Pnrr a rischio di infiltrazioni mafiose, l’allarme del Comitato parlamentare per la sicurezza

La vicepresidente Dieni ha informato l’aula con la Relazione Annuale del Copasir. Gli appetiti della ‘ndrangheta e della camorra su eolico e rifiuti e attenzione massima alla criptovalute. «Tenuta sociale del Mezzogiorno problema di sicurezza nazionale»

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di Claudio Labate
30 marzo 2022
14:45

Il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto socio-economico-produttivo del Paese, volto, da un lato, a impossessarsi delle realtà economiche in crisi e, dall'altro, ad intercettare le ingenti risorse finanziarie messe a disposizione dal Pnrr per sostenere la crescita dell'economia, è uno degli argomenti al centro della Relazione annuale del Copasir sull'attività svolta dal Comitato dal 1° gennaio 2021 al 9 febbraio 2022.

«È la prima volta che una Relazione di tale portata e significato per la sicurezza nazionale viene discussa da entrambi i rami del Parlamento. Il segno questo di una sensibilità che si riconosce anche nelle azioni del Governo, al quale diamo atto di aver dato risposta concreta alle nostre segnalazioni». Così la deputata reggina Federica Dieni (M5s), vicepresidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) all’indomani della lettura in aula della Relazione, sui suoi canali social. «Ancora molta strada c'è da fare per tutelare il nostro Paese. Mi auguro che questo possa stimolare una discussione di valore, a livello istituzionale, sul tema della sicurezza nazionale».


Dall’eolico ai rifiuti, gli interessi della ‘ndrangheta

E nelle informative che sono state raccolte, è stato appurato come «significativamente rilevante il protagonismo delle formazioni criminali mafiose, con particolare riguardo alle durevoli capacità di infiltrazione della 'ndrangheta e alla sua proiezione extra-regionale e all'estero, soprattutto nel traffico di droga, nello sfruttamento dei proventi illeciti e nel condizionamento dei processi decisionali pubblici e all'attivismo dei gruppi camorristici e delle formazioni criminali pugliesi in chiave affaristico-criminale».

All’attenzione del Copasir l’eterno tema delle risorse economiche che potrebbero essere intercettate dalla criminalità organizzata, soprattutto in riferimento a quelle del Piano nazionale di rilancio e resilienza. L’interesse dei sodalizi criminali per il Comitato si concentra «sulle energie alternative e per il ciclo dei rifiuti, negli ambiti connessi alle infrastrutture, all'edilizia, anche tramite fattispecie di riciclaggio, evasione e trasferimento illecito di capitali all'estero, senza trascurare infine anche l'interessamento verso operazioni di riassetto nell'ambito di società o aziende in condizioni di crisi, specialmente in seguito alle dinamiche negative determinate dalla pandemia o l'aggiudicazione fraudolenta degli appalti».  

La nuova frontiera delle criptovalute

«La massimizzazione dei profitti criminali passa anche attraverso le criptovalute». Ne è convinto il Copasir che spiega come la moneta virtuale consente lo spostamento istantaneo e su scala globale di ingenti capitali, giungendo a destinazione tramite un «processo di anonimizzazione del mittente».

Su questo fronte, gli apparati di sicurezza hanno messo in campo strategie investigative che mettono in evidenza come i rischi finanziari, monetari e di matrice criminale «risultano accentuati dalla mancanza di tutele legali e contrattuali a copertura delle perdite, dall'insussistenza di obblighi informativi e di trasparenza, dall'assenza di forme di controllo e di vigilanza, dall'utilizzo improprio per finalità criminali».

Da qui la richiesta di colmare al più presto le lacune normative esistenti, potenziando gli strumenti antiriciclaggio ai fini dell'aggressione dei patrimoni illeciti.

L’emergenza Mezzogiorno

Altro tema caldo per il Comitato per la sicurezza è rappresentato dalla tenuta economica e sociale del Mezzogiorno, identificato come «un problema di sicurezza nazionale che esige – si legge nella relazione - di essere affrontato con determinazione ed una pluralità di interventi tanto preventivi quanto repressivi». E nonostante il nostro Paese disponga di un quadro normativo assai articolato nel contrasto alla criminalità organizzata, si avverte l'esigenza di «un ancor più forte capillarità nella presenza - territoriale e sul web - delle forze dell'ordine e degli apparati di sicurezza, specialmente in determinate aree, oltre che una loro maggiore specializzazione vista l'estensione dei diversi segmenti della realtà produttiva, economica e finanziaria che possono suscitare gli appetiti delle associazioni criminali».

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