Forza Italia, i dissidenti alzano la voce. E intanto i giovani eleggono un uomo di Tajani

Da Reggio arriva il sostegno alle rivendicazioni di Piero Aiello sui criteri di scelta del candidato governatore. Le elezioni europee potrebbero essere il banco di prova decisivo per gli azzurri: i gruppi non allineati alle posizioni di Santelli e Occhiuto potrebbero travestirsi da franchi tiratori. Sulla scorta di quanto accaduto a Catanzaro

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di Riccardo Tripepi
11 novembre 2018
12:24

Le rivendicazioni di Piero Aiello, che poi sono anche quelle del gruppo di Tonino e Pino Gentile, continuano a fare rumore dentro Forza Italia. Su tutti i territori calabresi la discussione è aperta anche in vista della composizione delle liste per le elezioni europee. Un appuntamento che si preannuncia decisivo per gli equilibri all’interno del centrodestra, sia a livello nazionale che locale. I sondaggi continuano a non essere confortanti e sarebbe un vero e proprio boomerang arrivare ad appuntamenti elettorali divisi. Specialmente in Calabria dove, a breve distanza dalla consultazione europea, si andrà a votare anche per il rinnovo del governo regionale e dell’amministrazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Proprio dallo Stretto, per tramite di Nuccio Pizzimenti, uomo azzurro vicino alle posizioni del senatore Marco Siclari e Nino Foti, arriva pieno sostegno alla linea sostenuta da Aiello. E manda un messaggio ai vertici del partito. «Chi tenta invano di escludere persone valide dal tavolo delle riunioni dei vari coordinamenti  è privo di capacità di dialogo, per il solo fatto di temere che possa emergere una linea politica migliore e quindi mettere in ombra chi esercita ruoli apicali nel nostro partito. In un partito serio ci vuole democrazia e non si possono escludere le varie componenti, specialmente  se sono gruppi di livello, come ad esempio il gruppo Gentile-Aiello. Per scelte scellerate abbiamo perso esponenti importanti, ne dobbiamo perdere ancora? Pertanto ci auguriamo che da Roma si cerchi di porre fine a questa incresciosa situazione, in quanto sono anche imminenti importanti tornate elettorali, e dovremmo essere uniti ed inclusivi, con le divisioni non si va da nessuna parte».

 


Anche il senatore Marco Siclari ha avuto poi modo di correggere il tiro, dando il sostegno a Piero Aiello ma rallentando sulla dichiarazioni di quest’ultimo secondo cui il candidato spetterebbe a Catanzaro. Del resto Siclari spera di potere contare sempre di più all’interno di una Forza Italia che si tinge sempre di più dei colori di Antonio Tajani: «In questa fase - ha dichiarato Siclari - dove siamo stati chiamati ad aprire a tutti il partito con spirito di condivisione, è prematuro uscire con un nome ufficiale da candidare poiché, così facendo, non stimoliamo gli elettori, anzi, si produce l’effetto contrario. Gli eletti di Forza Italia in Calabria, dai comuni al Parlamento stanno facendo un ottimo lavoro, per questo ritengo fondamentale continuare a lavorare sul territorio e seguire le indicazioni del nostro leader Berlusconi che vuole un partito più forte ed aperto a tutti e che vede nel vice Presidente Tajani il responsabile della riorganizzazione di Forza Italia». 
E sulla richiesta di candidatura di Piero Aiello: «Prendo atto con piacere della nuova proposta come candidato a governatore del collega medico Piero Aiello che è stato Senatore della Repubblica ed ha dimostrato nelle ultime elezioni politiche di essere stimato a tal punto da difendere molto bene il partito a Catanzaro dall’ondata grillina che ha travolto il Sud Italia alzando, quindi, la media dei consensi de partito nel nord della Calabria.  Ribadisco a tutti che la candidatura non si fa per territori, ma per i calabresi.  Rispondendo all’amico Piero Aiello, che chiede che il governatore sia di Catanzaro, per quanto riguarda il sottoscritto e sono convinto anche i calabresi, il governatore della Calabria può essere anche di Treviso, purché realizzi il vero e tanto atteso miracolo del rilancio della nostra Calabria. È chiaro - continua  Siclari - che la candidatura di Aiello, così come accaduto  dell’amico Mario Occhiuto, che stimo sia come amministratore sia come persona, deve essere discussa, soprattutto in questa fase, all’interno del coordinamento regionale e con i militanti».

 

Oggi i giovani azzurri vanno a congresso per eleggere il proprio leader che sarà il candidato del presidente e cioè Stefano Cavedagna. Tuttavia le precisazioni reggine costituiscono ulteriore dimostrazione del clima che si respira dentro il partito dove la componente esclusa dai giochi in occasione della composizione delle liste per le ultime politiche è esasperata. Chi non ha già deciso di andare via, potrebbe farlo presto se non dovessero arrivare dai colonelli romani gli interventi che a suo tempo erano stati garantiti. E che il fuoco covi sotto la cenere lo ha dimostrato pienamente quanto avvenuto a Catanzaro con i franchi tiratori che hanno impallinato Sergio Abramo, scatenando una caccia al traditore che vede Mimmo Tallini tra i più impegnati.

Le modalità con le quali si procederà alla scelta dei candidati in vista delle regionali e delle comunali di Reggio saranno fondamentali. E, non a caso, i vertici attuali del partito Jole Santelli e Roberto Occhiuto vorrebbero chiudere i giochi sui nomi prima della consultazione europea per giovarsi dell’attuale situazione di forza.

Ma la Lega ha già deciso la linea e rinvierà a dopo elezioni le decisioni finali sui candidati. Il coordinatore regionale Domenico Furgiuele è stato categorico sul punto sia con le dichiarazioni a mezzo stampa che durante le riunioni interne. La conta alle europee, insomma, potrebbe essere decisiva e se i portatori di voti (Gentile e compagnia) delle ultime politiche dovessero trasformarsi in franchi tiratori Forza Italia potrebbe vedere diminuire i propri consensi. Elemento che metterebbe gli azzurri in grave difficoltà al tavolo delle trattative con gli altri partiti. Il braccio di ferro interno, insomma, è destinato a continuare.

Riccardo Tripepi

 

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Giornalista
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