Lite in Forza Italia, Magno contro De Sarro: «Se c’è lui me ne vado io»

A Catanzaro si apre un nuovo fronte nel partito. L’ex consigliere regionale rinuncia alla nomina di vice coordinatore in segno di protesta contro il pari incarico che Tallini ha conferito al giovane rientrato tra le fila di FI

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di Riccardo Tripepi
10 luglio 2018
15:45
Mario Magno e Francesco De Sarro
Mario Magno e Francesco De Sarro

Si apre un altro fronte all’interno della delicata fase che sta vivendo Forza Italia. A Catanzaro Mario Magno, come annunciato da tempo, sbatte i pugni sul tavolo dopo le ultime nomine volute da Mimmo Tallini, con l’avallo del coordinamento regionale. Tallini, dintesa con il coordinatore cittadino di Lamezia Giuseppe Spinelli, ha proceduto alla nomina di due vice coordinatori provinciali Francesco De Sarro e lo stesso Mario Magno.

 

Appresa la decisione Magno non ha perso neanche un minuto prima di formalizzare la rinuncia all’incarico. Incredulo l’ex consigliere regionale nell’apprendere il nome dell’altro vice che avrebbe dovuto affiancarlo Proprio quel De Sarro, contro il quale lo stesso Magno, insieme ad altri esponenti del coordinamento cittadino quali Alessandro Cordiano e Francesco Ruberto, aveva già tuonato chiedendo che gli venisse impedito di rientrare i Forza Italia. Nel omento in cui De Sarro stava per rientrare tra gli azzurri, Magno, insieme agli altri critici, scriveva: «È doveroso ricordare- si legge in una nota - che il padre del citato esponente politico è attualmente sotto processo per compravendita di voti a favore del figlio e che il partito di Forza Italia non è una porta girevole. Questa operazione, come riportato dagli organi di informazione, è portata avanti dall’On. Domenico Tallini e dall’ex coordinatore cittadino. Giuseppe Spinelli, cognato dell’ex sindaco del comune di Lamezia Terme sciolto per infiltrazioni mafiose».

 

Tallini, insomma, non potrà dire di cadere dalle nuvole nell’apprendere la rinuncia, assai polemica, da parte di Mario Magno che commenta così la nomina di De Sarro. «Decisione incomprensibile, autoritaria e non partecipata. Un ulteriore assist per il rafforzamento dei sentimenti diffusi di antipolitica. L’ulteriore delega all’organizzazione del partito, soprattutto nel territorio lametino, conferita allo stesso De Sarro, peraltro, delegittima di fatto il segretario cittadino Giuseppe Spinelli. Se Forza Italia vuole aprirsi al territorio, rispettando principi di democrazia e trasparenza, innanzitutto – osserva Magno - deve chiedersi il motivo per il quale molti suoi esponenti si sono autosospesi non condividendo i metodi e la gestione verticistica del partito, quest’ultima drasticamente osteggiata dai cittadini come dimostra l’ultimo esito elettorale».

 

Magno affonda il colpo anche contro il coordinamento regionale “silente” in un momento nevralgico in cui tutti attendono la riorganizzazione che dovrebbe partire, a tutti i livelli, dopo la nomina di Tajani vice di Berlusconi.

«Personalmente – aggiunge Magno – non mi meraviglio più di tanto del decisionismo di Mimmo Tallini, ma del silenzio assordante degli Onorevoli Santelli e Occhiuto, rispettivamente coordinatrice e vice coordinatore regionale, ai quali ho più volte manifestato il mio disappunto sulla conduzione del partito nella provincia di Catanzaro e sulle scelte effettuate per la città di Lamezia Terme. Tutto ciò avviene proprio nel momento in cui il presidente Berlusconi nomina quale suo vice l’amico Antonio Tajani, con l’obiettivo di arrestare la fuoriuscita di tanti iscritti e la perdita di consenso elettorale allo scopo di dare un preciso segnale di rinnovamento e di riorganizzare il partito. Per tali ragioni, nel pieno rispetto di tutti gli iscritti che si sono autosospesi dal partito, rinuncio al ruolo di vice coordinatore provinciale di Forza Italia, incarico svolto con entusiasmo, passione e spirito di condivisione verso i cittadini ed i tesserati». Ma la resa dei conti in casa azzurri è appena cominciata.

Giornalista
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