Giorgia Meloni starebbe preparando le dimissioni per marzo 2027, con l’obiettivo di portare l’Italia alle elezioni anticipate tra maggio e giugno. Nonostante le smentite ufficiali dei leader della maggioranza, la presidente del Consiglio avrebbe già illustrato agli alleati il calendario della possibile conclusione anticipata della legislatura. A rivelarlo è Repubblica, che ricostruisce i colloqui avvenuti negli ultimi vertici di Palazzo Chigi con Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi.

Il piano ruoterebbe attorno a un appuntamento internazionale: il Consiglio europeo straordinario che si terrà a Roma nel marzo 2027, in occasione del settantesimo anniversario dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957. Meloni vorrebbe ospitare i principali leader europei nella Capitale e concludere il vertice prima di salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni.

Secondo fonti di governo citate dal quotidiano, la premier avrebbe discusso direttamente dell’organizzazione del summit con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ottenendo rassicurazioni sulla scelta di Roma. Anche il primo ministro belga Bart De Wever sarebbe stato informato dello spostamento della riunione da Bruxelles, senza sollevare obiezioni.

Elezioni anticipate, le date del possibile ritorno alle urne

La prima data utile per le elezioni politiche sarebbe domenica 16 maggio 2027, considerando i termini previsti dalla legge tra lo scioglimento delle Camere e il voto.

L’ipotesi che starebbe guadagnando terreno, tuttavia, è quella di un election day nei primi giorni di giugno, con l’accorpamento delle Politiche alle elezioni amministrative.

È proprio questa la soluzione che, secondo fonti parlamentari del centrodestra, avrebbe maggiori possibilità di ottenere il via libera del Quirinale. Meloni avrebbe inizialmente preferito separare le due consultazioni, temendo che il voto nelle grandi città, tradizionalmente più favorevole al centrosinistra, potesse penalizzare la coalizione alle Politiche.

L’orizzonte di giugno era già stato evocato, sia pure in termini ipotetici, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e dal responsabile del programma di Fratelli d’Italia Francesco Filini. Ufficialmente, però, la linea della maggioranza resta quella di arrivare alla scadenza naturale della legislatura.

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