Il retroscena

Giunta Occhiuto, è una corsa a tempo: Calabrese favorito, Loizzo si ritira

Il governatore si appresta a varare il nuovo esecutivo. In Fdi il favorito resta il sindaco di Locri. La parlamentare leghista pronta a rifiutare l’assessorato. Niente Camera per Saccomanno (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Pietro Bellantoni
14 novembre 2022
13:30
Il governatore Occhiuto, il sindaco di Locri Calabrese e la leghista Loizzo
Il governatore Occhiuto, il sindaco di Locri Calabrese e la leghista Loizzo

È una corsa a tempo, un gioco di resistenza. Roberto Occhiuto ha già fissato il traguardo per la nascita della nuova Giunta regionale: pochi giorni, forse poche ore. Ma il momento topico della gara è ora. In testa, per adesso, ci sarebbe Giovanni Calabrese, il favorito per prendere il posto dell’assessore uscente di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso, neo senatore.

Il sindaco di Locri, che conta sull’appoggio del responsabile dell’Organizzazione meloniana, Giovanni Donzelli, sembra aver staccato i suoi avversari diretti, cioè il coordinatore cosentino Angelo Brutto e il capogruppo in Regione Peppe Neri, entrambi rimasti senza fiato nei metri finali.
Non sarebbe invece nemmeno scesa in pista la consigliera regionale Luciana De Francesco. Per un motivo semplice: Fdi non avrebbe mai considerato l’ipotesi di indicare una donna, lasciando così l’opzione maschile alla Lega, a cui tocca scegliere la sostituta di Tilde Minasi, anche lei eletta a Palazzo Madama.


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Il patto a tre

Pare che la scelta di Salvini sia stata legata fino all’ultimo alle decisioni di Simona Loizzo, consigliera regionale e deputata dal 25 settembre. Nella Lega si vocifera con insistenza di un patto pre-elettorale a tre. Lo avrebbero sancito, al momento della compilazione delle liste per le Politiche, la stessa Loizzo e il commissario regionale Giacomo Saccomanno, sotto la supervisione di Salvini. Questo il presunto accordo: Loizzo capolista alla Camera e Saccomanno secondo, in modo da rispettare l’equilibrio di genere (al Senato l’altro capolista è stato proprio Salvini). Ma, a elezione avvenuta, la neo deputata avrebbe dovuto entrare nella Giunta Occhiuto al posto di Minasi, liberando così lo scranno di Montecitorio per Saccomanno.

Il ritiro di Loizzo

Solo che ora Loizzo si sarebbe tirata fuori dalla corsa per l’assessorato. La deputata del Carroccio avrebbe preso la sua decisione nelle ultime ore e presto dovrebbe comunicarla a Salvini.

Loizzo avrebbe confidato i motivi di questa scelta ai suoi più stretti collaboratori. Intanto, a far pesare il piatto della bilancia verso la Camera ci sarebbero stati gli incarichi offerti da Occhiuto, cioè «una deleguccia ai trasporti e al welfare». Troppo poco per una politica che «ha vinto due elezioni in un anno» e che ambiva a un ruolo di rilievo che le consentisse anche di «dare la linea politica» all’esecutivo regionale. La vicepresidenza, insomma, come già successo due anni fa con Nino Spirlì, scelto da Salvini come vicario di Jole Santelli. Invece, «a queste condizioni preferisco continuare a fare la deputata», avrebbe confidato Loizzo. Che tuttavia, dicono i bene informati, potrebbe riaprire la porta al dialogo se le condizioni dovessero cambiare. Dunque se Occhiuto fosse disposto a offrire qualcosa in più. Difficile che il governatore possa e voglia stravolgere l’assetto amministrativo della sua Giunta. Così come resta comunque inverosimile che Loizzo lasci il seggio sicuro di Montecitorio per uno meno sicuro in Regione.

Seggio da blindare

A pesare sulla scelta finale, spiegano dal suo entourage, non sono solo le ragioni politiche, ma anche la necessità di blindare almeno uno dei due scranni conquistati. L’ex consigliere Pietro Molinaro ha infatti presentato un ricorso elettorale e rivendica il seggio di Loizzo a Palazzo Campanella. «Come faccio ad accettare l’assessorato con questa causa in corso? Nell’ipotesi peggiore – avrebbe confessato Loizzo ai suoi interlocutori – mi ritroverei a rinunciare alla Camera per fare l’assessore esterno». La parlamentare leghista, dopo aver vinto due seggi, non vorrebbe insomma ritrovarsi con niente in mano e soggetta alle volontà politiche di Occhiuto, da cui dipendono vita e morte (in senso lato) degli assessori regionali.

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Le seconde file

Il ritiro della deputata cosentina lascia quindi spazio alle seconde file della Lega. In corsa ce ne sarebbero diverse, nessuna delle quali favorita: Emma Staine, Caterina Capponi, Maria Carmela Iannini, Francesca Porpiglia, Ida Bozzo. Salvini potrebbe scegliere una di loro, oppure piazzare un colpo a sorpresa. Si saprà presto: ormai la gara è agli sgoccioli.

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