Nuovo esecutivo

Governo e Parlamento, calabresi esclusi dai posti che contano: nessun incarico al vertice delle istituzioni

Questa regione non esprimerà alcun ministro. Ma è stata tagliata fuori anche dagli incarichi di rappresentanza di Camera e Senato. Restano sottosegretariati e commissioni (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Pietro Bellantoni
21 ottobre 2022
12:51

La lista è già pronta ma non contempla il nome di alcun calabrese. Giorgia Meloni oggi riceverà l’incarico di formare il nuovo Governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nell’elenco di possibili ministri che la premier in pectore sottoporrà al vaglio del capo dello Stato, secondo tutte le indiscrezioni di stampa, non figurano parlamentari, politici o tecnici calabresi.

Tutto previsto

Tutto secondo previsioni: non c’è mai stata alcuna possibilità che le porte dell’esecutivo si aprissero per un rappresentante di questa regione. In realtà, lo spazio si potrebbe creare nei prossimi giorni, quando sarà il momento di scegliere i sottosegretari. La Calabria potrebbe ottenerne uno o due, oppure rimanere ancora una volta a bocca asciutta. Se Meloni e gli altri leader del centrodestra, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, dovessero invece concedere qualche postazione, i favoriti per la corsa a un sottosegretariato sarebbero la fratellista Wanda Ferro – diventata uno dei volti televisivi più gettonati tra i meloniani – e il forzista Giuseppe Mangialavori, coordinatori regionali dei rispettivi partiti.


Solo strapuntini

Le premesse non sono incoraggianti. Finora, per i calabresi, ogni posto di rappresentanza, nel Governo come in Parlamento, è stato off limits, eccezion fatta per due strapuntini.

Uno lo occupa Vittoria Baldino, scelta come vicepresidente vicario del gruppo 5 stelle alla Camera. L’altro è andato al deputato leghista Domenico Furgiuele, vice – assieme ad altri quattro parlamentari – del capogruppo Riccardo Molinari.

Tra Montecitorio e Palazzo Madama, per il resto, nulla di nulla: nessun vicepresidente, nessun questore, nessun segretario d’aula. La Calabria, al vertice delle istituzioni, di fatto non esiste.

È stata ignorata non solo dalla maggioranza di centrodestra, ma anche dalle opposizioni, che agli eletti tra il Pollino e lo Stretto hanno precluso i (relativamente) pochi posti appannaggio delle minoranze.

E le commissioni?

Ai parlamentari calabresi non resta allora che sperare negli ultimi posti al sole disponibili: quelli offerti dalle commissioni, permanenti, bicamerali o speciali che siano. Il massimo, considerato quanto avvenuto finora, sarebbe presiederne qualcuna, come avvenuto nella scorsa legislatura, con Nicola Morra messo a capo di un organismo rilevante come l’Antimafia.

Ma, per ora, non filtrano indiscrezioni di questo tipo. La Calabria sembra – è – sparita da tutti i radar.

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