Il senatore Pd evidenzia la mobilitazione di migliaia di cittadini contro il caro carburante e l’aumento dei costi e sottolinea il silenzio delle testate nazionali. «Le aziende non riescono più a sostenere le proprie attività»
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«Da giorni migliaia di agricoltori, allevatori, trasportatori, lavoratori e famiglie calabresi protestano in tutta la regione. Dal 28 settembre, circa 3mila persone hanno partecipato ai presìdi organizzati da Crotone alla Sibaritide, da Pizzo a Rosarno, da Davoli a Spezzano Albanese». Lo afferma il senatore calabrese del Pd Nicola Irto in Senato.
«Sono scesi in strada - prosegue - perché, alle condizioni attuali, non riescono più a sostenere le proprie attività. Quando un agricoltore lavora per mesi, affronta i rischi del clima, investe risorse e poi vende il proprio prodotto in perdita, non siamo davanti a una semplice difficoltà economica: è in crisi il nostro modello produttivo. Il Governo intervenga subito sul caro carburante, sull'aumento dei costi di produzione e sulla tutela del reddito agricolo. Servono ristori per le aziende più colpite, sostegno alla liquidità e misure contro la concorrenza sleale che penalizza le produzioni calabresi».
«È grave - conclude Irto - anche il silenzio dei grandi media nazionali e del servizio pubblico radiotelevisivo. La sofferenza che arriva dalla Calabria non vale meno delle altre. Il Governo ascolti chi sta manifestando, si confronti con loro e smetta di dire "aspettate”. Non c'è più tempo da perdere».

